L’arte di Carlo Gatti: passato e presente a confronto

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Carlo Gatti, noto pittore di origini salernitane, ci concede un’intervista, che man mano diventa una lieta e sciolta conversazione, nella sua bella e accogliente dimora, dove tra un discorso e l’altro, con naturalezza e un pizzico di malinconia racconta fasi importanti della sua vita… tutto scorre sulle pareti! Da  una finestra si riversa nella stanza una luce cupa, di un freddo mattino, che non guasta l’armoniosa atmosfera ricca di oggetti, che parlano di lui, come un cavalletto che regge una delle sue opere, dove: affiora un  mare agitato, che capovolto potrebbe essere il cielo che lo sovrasta! I 36 anni di vita militare non sembrano aver pesato sulla sua libera professione di artista… dalla “Nunziatella” a Napoli, all’Accademia Militare di Modena, a Ufficiale dell’Esercito, fino al grado di Colonnello, senza poi trascurare che negli anni ’80 è al servizio della Nato, nel settore dell’Intelligence, e per ben dodici anni, disegna aerei, carro armati, navi, strumenti bellici, mantenendo viva la passione per il disegno, che già da ragazzo lo aveva indotto ad inviare ad una rivista sportiva le sue illustrazioni, ottenendo immediati apprezzamenti.

(Sorridendo) Carlo Gatti… da bambino?

Accenna di un fanciullo abbastanza solitario, malinconico ed introverso, caratteristiche e stati d’animo ritrovati in questa fase odierna della sua vita, in cui si dedica alla sua arte, senza mai perdere di vista fin da piccolo la figura femminile, come compagna di sempre.

Sulle tele di Gatti, le donne sono spesso in pose e indumenti seducenti, quasi volessero regalare a chi le osserva  un’atmosfera maliziosa, creata con contrasti ben dosati, dove privilegia il blu, rosso e nero. I soggetti sono calati talvolta in forme geometriche che sembrano dettare le regole del gioco tra l’artista e le sue muse, tra la sua vita vissuta e l’immaginazione. Tonalità calde e fredde, infine, celano una realtà tra mistero e spiritualità.

Chi le ha aperto le porte nel mondo dell’arte dopo una lunga carriera militare?

Durante la vita militare avvengono incontri e scelte importanti. Nel 1971 si presenta l’opportunità di conoscere molto bene il grande pittore Aldo Borgonzoni; nel 1975 l’architetto, pittore, scultore, incisore Giulio De Angelis, come maestro completo da seguire. Poi, nel 1997 il bivio: lascio la vita militare, o forse quel pezzo vissuto non per scelta  prettamente personale, ma per impronta paterna,  per iscrivermi all’Accademia di belle Arti di Roma, sotto la direzione di Antonio Passa; da qui, la prima e importante esposizione alla Galleria Agostiniana di Roma, come successivamente molte altre sia personali che collettive, in varie parti d’Italia ed Europa, e in Irpinia, dove vivo da tempo, a Mercogliano.

Cos’è cambiato nell’Arte oggi?

In questo suo cammino artistico Carlo Gatti, conquista recensioni importanti su prestigiose riviste d’arte, attraverso i suoi  pennelli continua ad esprimere se stesso in  soggetti vari: nature morte, paesaggi e donne intriganti, e tutto procede, per raccontare le sue impressioni ed emozioni, forse con qualche ripensamento o riflessione in più, su ciò che l’arte è divenuta, col tempo… “ poco protetta e troppo commercializzata.  Ho la certezza che alcune Gallerie d’Arte siano un punto di riferimento per solo affari e che l’armonia di una collezione, che poi rappresenta l’artista con la sua spontaneità e sensibilità, sia completamente scomparsa. ”

Cosa consiglia ai giovani e talentuosi artisti di oggi?

Di proteggersi da proposte a pagamento, che non sempre garantiscono la visibilità e l’organizzazione offerta,  in questo modo non solo perde l’arte in tutta la sua bellezza, ma anche la singola opera che rischia di rimanere invenduta! Si potrebbero indire più concorsi senza scopi eccessivi di lucro e curare meglio gli iter che gli artisti devono compiere per spostarsi e giungere a destinazione. Le organizzazioni territoriali e soprattutto persone non appartenenti al mondo dell’arte potrebbero fare molto di più per i giovani che intendono intraprendere una strada in questo campo. Gli artisti per farsi apprezzare sono quelli che ci guadagnano di meno, spesso commissionati a realizzare opere reprimendo la loro vena artistica e indirizzandola ai suggerimenti dei galleristi. Tutto può diventare un costo: dalla galleria, al critico, al mercante! E oggi pochi riescono a permetterselo!

I suoi prossimi appuntamenti con il pubblico?   

Appartengo ad un gruppo di artisti, che grazie ad una seria organizzazione in rete, molto dinamica ed estesa: “ Vivid Arts Network ”, possono ottenere buone opportunità per essere visibili a livello internazionale, ed esporre le proprie opere a collezionisti ed intenditori d’arte. Inoltre, la mia prossima mostra sarà ad Udine,  dal 18 Febbraio al 2 Marzo, presso la Galleria ARTtime, nel centro storico, con quattro miei quadri. Propongo uno stile più costruito, dopo circa duemila pezzi, i colori appaiono più forti, le espressioni  più marcate, anche se non cambiano i soggetti…

“ Acquistando qualcosa con l’esperienza si perde la genuinità del primo tratto percorso! ”

Giungiamo ai saluti, dolcemente malinconici, rivolti anche al passato!