“Festa del Migrante”: il grande Franco Dragone si racconta

Franco Dragone
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A Cairano, in provincia di Avellino, emozioni a go go con “La Festa del Migrante”, in programma fino al 24 Luglio. Un insieme di momenti conviviali e di intrattenimento “Paesano” che si alternano a visite del territorio e ricorrenze locali. Niente effetti speciali, nulla di artificiale. I protagonisti sono la semplicità e la tranquillità del posto. Iniziata lunedì 17, è una settimana per irrobustire le proprie radici e alla riscoperta dei luoghi e dei legami delle origini. Una serie di eventi per far rivivere, in particolar modo ai vari emigranti che arriveranno in Alta Irpinia nei prossimi giorni, la magia della Cairano di un tempo e la bellezza della Cairano di oggi.

Soddisfazione per l’organizzazione di un nuovo ed importante evento nelle parole del presidente della Pro Loco Cairano Gerardo Marziello. “Anche quest’anno la nostra associazione – dice – è riuscita a mettere in piedi un bel programma fatto di varie iniziative dedicate alla crescita sociale e culturale della nostra piccola Comunità. L’evento più importante del 2017 è La Settimana del Migrante, dedicata a tutti coloro che sono stati costretti a partire ed allontanarsi da Cairano per varie ragioni”. La Festa del Migrante invece, è la realizzazione di un sogno per Raffaele Schiavone, coordinatore del progetto ed anche lui, tra l’altro, emigrante prima in Venezuela e poi nel Centro-Italia.

Non è mancata, in questi giorni, anche una testimonianza video dello show maker, originario di Cairano, Franco Dragone, che ha parlato anche della difficile situazioni migranti in Italia. “Dobbiamo capire che la situazione è davvero importante – ha detto – e deve essere valutata con attenzione perché si tratta di una vera e propria strage. E’ un fenomeno che continua a crescere e tutti noi siamo implicati, personalmente, sono orgoglioso di come l’Italia accoglie i migranti anche se spesso e volentieri non è aiutata dall’Europa. Si potranno fare tutti i muri di questo mondo, ma l’emigrante li scavalcherà e raggiungerà la sua meta perché è stato e sarà sempre così. Ecco perché dobbiamo accogliere i migranti a braccia aperte e dare loro un grande segno di amore e fratellanza perché noi italiani siamo stati migranti ed abbiamo fatto grandi tanti Paesi come gli Stati Uniti, il Belgio, la Svizzera”.