“Facciamo scuola nei container, intervenga l’esercito”: la voce del “Mancini” -Video

Print Friendly, PDF & Email

“Quello che sta succedendo al Liceo Scientifico Mancini di Avellino è una sorta di nuovo terremoto. Siamo in emergenza e, dunque, sono necessarie risposte forti. Chiamiamo l’esercito, facciamo una grande spianata e mettiamo dei prefabbricati per ospitare la scuola. Chiamatela pure una provocazione, ma alternative non ce ne sono e la Provincia non ce ne ha ancora prospettate”. Tiziana Caterina è docente di matematica al Liceo Scientifico di Mancini e sembra avere le idee molto chiare. Oltre ad invocare di realizzare quanto prima una mappa di tutte le scuole presenti in città, chiede anche interventi più urgenti ed immediati. Lo fa a nome un po’ di tutto il corpo insegnante del Liceo Scientifico. Da dieci giorni, presso lo storico istituto del capoluogo non si fa più scuola.

L’edificio è sotto sequestro, perché inagibile: lo ha stabilito la Procura della Repubblica, venerdì si pronuncerà il Tribunale del Riesame. La richiesta di Caterina è arrivata nel corso della riunione nella sede della Provincia. Assente ancora una volta il presidente dell’amministrazione provinciale, docenti, genitori e studenti si sono dovuti accontentare del segretario generale di Palazzo Caracciolo. Ovviamente, oltre a semplici rassicurazioni, di risposte non ne sono arrivate. Domani ci saranno altri incontri e forse qualcosa potrebbe emergere. Dunque ancora “agonia” per il Mancini che stamane, però, ha incassato la solidarietà di quasi tutte le scuole di Avellino.

Oltre in duemila, infatti, hanno marciato da via De Concilii fino a Piazza Libertà, sotto la sede della Provincia, dopo essere passati per il Tribunale e la Prefettura. Slogan contro il Presidente Gambacorta. Oltre che delle scuole, il “Mancini” ha anche incassato la solidarietà della Cgil e del deputato del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia.