Esposito (Asl Napoli 1): sanità, emergenza personale

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“La vera emergenza della sanità campana è il personale. Gli uffici amministrativi devono essere potenziati: per la qualità servono competenze e professionalità. Il blocco del turnover non ci aiuta e, in queste condizioni, non è facile cambiare marcia”. Ernesto Esposito, direttore generale dell’Asl Napoli 1, è pronto a sostenere la Soresa sul fronte della lotta all’illegalità. L’intervista rilasciata al nostro sito dal presidente Giovanni Porcelli ha posto la questione legalità e trasparenza nuovamente al centro dell’attenzione.

Direttore, come giudica la decisione della Soresa di sospendere tutte le gare in corso?

Il presidente avrà avuto le sue buone ragioni, del resto è normale e condivisibile che quando qualcuno si insedia in un contesto nuovo abbia la necessità di capire come stanno le cose, di rendersi conto di eventuali punti di debolezza per intervenire con maggiore forza e, soprattutto, in maniera mirata.

C’è effettivamente un rischio illegalità nella sanità campana?

Guardi,  Porcelli è stato chiarissimo quando ha precisato che la sua è stata una scelta meramente cautelativa, in altre parole non c’è un’emergenza illegalità.

Anche se qualche caso sospetto c’è. Del resto lo stesso Porcelli ha anticipato la possibilità di arrivare alla definizione di una black-list per segnalare e bloccare le aziende a rischio.

Un’intenzione assolutamente condivisibile, così come sarebbe auspicabile un sistema sanzionatorio più rigido che penalizzi chi non rispetta le regole e, allo stesso tempo, premi chi invece opera per il bene della collettività in un settore fondamentale come il nostro.

A lei risultano casi sospetti?

Personalmente no, non conosco casi nè aziende a rischio. Le posso dire però che nel 2013, un anno dopo il mio insediamento, ho sbloccato una gara ferma dal 2007. La prefettura aveva infatti segnalato l’azienda aggiudicatrice della gara e la precedente gestione, invece di sospenderla e scorrere la graduatoria, aveva deciso di bloccare tutto. Io nel 2013, anche per non perdere i fondi, ho deciso di affidare i lavori alla seconda ditta in graduatoria. Dopo un po’, per il mancato rispetto del cronoprogramma, sono stato costretto ad affidare i lavori alla terza azienda in graduatoria che ha completato l’intervento in quattro mesi.

Porcelli e De Luca firmeranno a breve un accordo con l’autorità anti-corruzione.

Una scelta che non può che trovarmi d’accordo. Pensi che nel 2013 abbiamo definito una convenzione con il Provveditorato alle Opere Pubbliche al quale affidiamo tutte le gare che superano una certa soglia. L’attenzione rivolta dalla Regione ai temi della legalità e della trasparenza è un segnale importante. C’è bisogno di fare fronte comune e noi siamo pronti a dare il nostro contributo.

Secondo lei qual è la prima emergenza della sanità in Campania? Di cosa c’è bisogno per uscire da questa emergenza infinita?

Credo che la vera emergenza sia il personale. C’è bisogno di profili e competenze di qualità per rilevare al meglio i fabbisogni della collettività e del territorio di competenza ed arrivare ad una programmazione precisa e dettagliata, come auspicato dal presidente Porcelli. Il personale della mia azienda, per farle un esempio, ha un’età media di 58 anni, ed è chiaro che avvicinare chi è prossimo alla pensione ad internet ed alle nuove procedure non è semplicissimo. Capisco e comprendo il malcontento della Soresa, ma spesso l’abuso dell’emergenza per ottenere comunque il via libera su alcune gare è frutto proprio dell’impossibilità oggettiva di pianificare al meglio gli interventi necessari. Una difficoltà organizzativa ed operativa che potrebbe prestare il fianco a sacche di illegalità. Rispetto al passato, però, sono stati fatti passi in avanti importanti, speriamo di proseguire speditamente nella direzione dell’ottimizzazione delle risorse umane e tecnologiche.

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