Cuperlo: sul Sud il Governo c’è, basta polemiche

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Gianni Cuperlo
Gianni Cuperlo

Se fosse stato a pagamento, sarebbero stati senz’altro soldi ben spesi. Gianni Cuperlo, ex Presidente nazionale del Pd ed attuale leader della sinistra interna del partito, chiude tra gli applausi la Festa dell’Unità del Circolo Pd “Foa” di Avellino. Parla di sinistra, Europa, economia e Mezzogiorno per circa un’ora, con un ragionamento lucido e pacato ed anche accattivante. Prima di sedersi al tavolo con Francesco Todisco, riferimento del Circolo Foa, si concede ai giornalisti. “Il Pd è il nostro partito, quello che abbiamo costruito, non è ancora quello che avevamo immaginato, certo. Penso che debba essere l’architrave di un nuovo centrosinistra che si candida a governare il Paese anche dopo le prossime elezioni politiche. La missione non è quella di dare vita ad un partito neocentrista che attrae i transfughi del centrodestra e gli orfani di Forza Italia, magari tagliando le ali alla sua sinistra. Lavoriamo contro questa prospettiva, per un Pd solido che faccia le riforme, che stia dalla parte del mondo del lavoro: ma nessun intento di scissione”. Ovviamente Cuperlo affronta uno dei temi più “caldi”, quello del Mezzogiorno. “Il Governo ha dato il segnale e la volontà di voler mettere il Sud al centro delle sue priorità. Il ministro Delrio, in un’interessante intervista di oggi, ha confermato queste linee di indirizzo dell’esecutivo – dice Cuperlo -. C’è l’ipotesi della defiscalizzazione degli investimenti in questo territorio che mi sembra una buona misura. Ci sono diversi aspetti sui quali lavorare, a partire dalla decontribuzione per le nuove assunzioni da confermare nei prossimi anni, a partire da un piano straordinario di incentivi fiscali per l’occupazione femminile. E comunque va detto che la rimozione della questione meridionale dal dibattito nazionale,
è una delle più grandi responsabilità della classe politica di questo Paese nell’ultimo ventennio. Ora, per forza di cose, deve cominciare una fase nuova”. Gli ricordiamo delle polemiche sorte con la scelta di Renzi di andare a New York piuttosto che alla Fiera del Levante. “E’ certamente un evento molto importante la Fiera del Levente. Il Presidente del Consiglio ci è andato l’anno scorso e sicuramente avrà modo di tornare al Sud con un’agenda di certo fitta. Scegliere lo stadio del tennis nel giorno in cui due ragazze pugliesi si contendevano un titolo mondiale, era un giusto atto di testimonianza e di rivendicazione dell’orgoglio di un Paese. Ha fatto bene ad andare. Renzi più volte è stato presente nel Mezzogiorno, lo sarà certamente di nuovo”.

Dopo i giornalisti, il dibattito, introdotto in modo magistrale da Todisco (e prima del convegno, la consegna del Premio Federico Biondi al centro di Ricerca Guido Dorso rappresentato dalla segretaria Giuliana Freda). Tra i punti Todisco, ovviamente il riferimento al Sud. “C’è la necessità di cup1elaborare un pensiero per il Mezzogiorno,di costruire un nuovo patto di cittadinanza”. Cuperlo, nel suo lungo discorso nel quale ha citato Spielberg e Francesco Rosi (“Un triestino che vi racconta il film Le mani sulla città? Roba da non credere”, dice scherzando) e nel quale trova spazio anche Gianni Rivera (“La sinistra deve trovare uno come Rivera che ha avuto il coraggio di lanciare la palla dove non c’era nessuno e, quindi, di ribaltare la visione del regista nel calcio”), continua a parlare molto di Sud e rilancia. “Come diceva un grande economista, l’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà. Serve puntare, come hanno fatto anche gli States, sugli investimenti pubblici, occorre una forte dose di investimenti pubblici”.

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