Distretti, riprende la corsa

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Studio Istat
Export in crescita

Distretti in ripresa, la moda meridionale torna a correre sui mercati esteri.  L’ultimo rapporto di Intesa Sanpaolo registra un balzo in avanti incoraggiante del settore che, a livello nazionale, conta circa 60mila imprese, per un fatturato complessivo 2015 previsto in 64,5 miliardi, in crescita del 5,5% sul 2014. I dati sul periodo aprile-giugno sono particolarmente positivi: i 41 distretti monitorati appartengono a diversi settori (calzature, concia, occhialeria, oreficeria, pelletteria, tessile-abbigliamento) e sono distribuiti da Nord a Sud, ma le esportazioni complessive sono cresciute dell’8,9%, raggiungendo la cifra record di 8,2 miliardi, il 35% del giro d’ affari estero totale del tessuto distrettuale italiano. Il trend positivo dura da 22 trimestri e, per quanto riguarda il primo semestre 2015, la crescita dell’ export, trainata dal secondo trimestre, è stata del 6,2%. Per volumi di crescita delle esportazioni si posizionano in vetta alla classifica quattro distretti di delle filiera della moda e dei materiali da costruzione: l’oreficeria di Valenza (557 milioni, + 78%), l’occhialeria di Belluno (797 milioni, + 15,7%), la concia di Arzignano (641 milioni, + 14,5%) e le piastrelle di Sassuolo (865 milioni, + 9,7%). Meno marcato l’aumento della pelletteria (+5,9%),tassi di aumento dell’export positivi anche per il tessile-abbigliamento (+4,5%), mentre per il secondo trimestre consecutivo sono sostanzialmente ferme le vendite dei poli calzaturieri, penalizzate dal crollo del mercato russo. A livello territoriale spicca la corsa del Veneto, prima regione distrettuale d’Italia, davanti la Lombardia, con un fatturato di circa 5,3 miliardi di euro e un tasso di crescita del 10,1% rispetto secondo trimestre 2014 (ovvero 500 milioni di euro di vendite in più) e del 9% sul primo trimestre 2015. Riparte anche il mondo del mobile con il distretto di Livenza e del Piave, in crescita del 7% e la meccanica strumentale di Vicenza (+ 12,5%). Bene anche il Piemonte che si avvicina a quasi 2 miliardi di export trimestrale, aumentando di 300 milioni le vendite. Frenano Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna ancora in calo rispettivamente dello 0,2 e 0,1%. Tra i distretti che faticano in questo periodo ci sono il lattiero caseario del parmense (-27%), le macchine per l’imballaggio di Bologna (-14,5%), la calzatura veronese (-14%), la metalmeccanico del basso mantovano (-14%)

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