Petrolio in Irpinia, si decide

0
178

Petrolio in Irpinia, si decide. Il Consiglio Regionale della Campania si riunirà domani martedì 29 settembre dalle 10 alle 12, per approvare le delibere per la richiesta di referendum abrogativo contro alcune norme inserite nella legge “Sblocca Italia” che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di petrolio sia in mare che sulla terraferma. Arriva intanto in parlamento il caso Ingv, l’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il deputato irpino Giancarlo Giordano, nel testo della sua interrogazione sottoposta al ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guida, chiede di fare chiarezza sui rapporti tra l’istituto, componente del Servizio nazionale della Protezione Civile, e la società Cogeid che, nell’ambito del Permesso di Ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, denominato “Nusco”, svolge l’attività di esplorazione relativamente al pozzo situato in Irpinia e denominato “Gesualdo”.

“La suddetta società petrolifera è stata oggetto di una formale richiesta avanzata dalla Regione Campania, con la quale si chiedevano chiarimenti  di merito al fine di perfezionare la procedura della relativa  Valutazione di Impatto Ambientale. In particolare – si legge nel testo dell’interrogazione – la Regione Campania al fine di  determinare lo stato vibrazionale “ante operam” propone  alla suddetta società di idrocarburi di concertare con l’Ente locale e l’ INGV l’installazione di una rete di registrazione sismica locale da rendere operativa almeno 30 giorni prima dell’avvio della cantierizzazione del pozzo di trivellazione. Sempre la Regione Campania invitava  il soggetto attuatore della ricerca esplorativa ad attivare forme di collaborazione con l’INGV finalizzata a valorizzare le conoscenze acquisite. La società CO.GE.ID. S.p.A. a sua volta  chiedeva, attraverso una comunicazione del 5 luglio 2013, all’INGV  di voler confermare modalità, termini e condizioni di una eventuale collaborazione finalizzata a corrispondere a quanto richiesto dalla Regione  Campania, rendendosi immediata mente disponibili ad attivare un tavolo tecnico di lavoro”.

Giordano ricorda che “l’INGV di Grottaminarda con l’ausilio dell’Amra (Centro di competenza per l’analisi del monitoraggio del rischio ambientale), di Bigea (Università di Bologna) e della Biogem, una società consortile tra Cnr e vari altri enti, tra i quali la Camera di Commercio di Avellino e la Comunità Montana dell’Ufita, nonché il ‘Petroleum Institute’ di Abu Dhabi, ha organizzato un campo scuola di formazione estivo che si è tenuta  a Grottaminarda dal 2 all’8 agosto 2015 e aperta, come si legge dal bando rigorosamente in inglese, a 20 studenti di varie nazionalità con un costo di iscrizione pari a 500.00 euro”.

Il deputato irpino, forte anche delle dichiarazioni del professore Benedetto De Vivo – Ordinario in Geochimica Ambientale presso l’Università di Napoli Federico II e Adjunct prof. presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA, chiede al ministro “se nel rapporto tra il Dipartimento della Protezione Civile che finanzia di fatto un proprio Organo tecnico di riferimento adibito alla sorveglianza e alla  ricerca sismica e vulcanica, che in teoria dovrebbe essere super partes che, come tale, non dovrebbe assolutamente potere svolgere attività di consulenza finalizzate ad attività industriali che potenzialmente possono  mettere  a rischio la sicurezza dei cittadini, come nella fattispecie delle trivellazioni petrolifere in ambito urbano, non si individuino degli elementi  di un palese conflitto di interesse che va rimosso alla radice rivendendo l’ambito normativo di riferimento e la disciplina dei rapporti negoziali dell’INGV in particolare con gli operatori economici privati”.

Print Friendly, PDF & Email