Edilizia anno zero, prove di ripresa

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Rapporto Vega
Sicurezza, poche imprese

Edilizia anno zero, si riparte. Sembra finalmente alle spalle l’interminabile congiuntura negativa che ha colpito il settore delle costruzioni. Dall’ultimo report della Fillea Cgil emergono infatti i primi dati positivi, anche se la strada resta tutta in salita. Secondo il rapporto del centro Studi del sindacato, dal “2008 si sono persi 529mila posti di lavoro (con percentuali più elevate nel Mezzogiorno), che diventano 800mila considerando anche l’indotto e i settori collegati. Hanno chiuso i battenti 85mila imprese, mentre il numero medio di addetti è passato da 3,2 del 2008 a 2,6 del 2013”.

Triplicato il numero di ore di cassa integrazione autorizzate, senza contare che il lavoro irregolare nell’edilizia è cresciuto di almeno il 15%. Gli investimenti si sono ridotti di quasi il 35% e il mercato delle opere pubbliche del 43%. I primi mesi del 2015, però, registrano una prima inversione di tendenza: dopo 19 trimestri consecutivi di calo, le costruzioni registrano una crescita del numero degli occupati (+2,3%) e delle imprese (+0,2%). In aumento gli operai iscritti nelle casse edili (+5,8%), si riduce la forbice tra lavoratori dipendenti e indipendenti.

Piccoli segnali positivi, controbilanciati dal numero dei bandi di gara che, dopo il boom del 2014, subiscono un forte ridimensionamento nel 2015. Nel rapporto si segnala anche la tendenza delle grandi imprese a guardare con sempre maggiore attenzione il mercato estero, spinte dalla riduzione degli investimenti nazionali in grandi opere pubbliche. Le imprese sono sempre più piccole e frammentate, per il 99,8% sono micro (96%) e piccole imprese. Per la Fillea Cgil, “il mercato è crollato in tutti i comparti, ad eccezione del rinnovo edilizio (manutenzione straordinaria, sostenuta dagli incentivi), che ha dato ossigeno soprattutto alla micro e piccola impresa”. Che la ripresa dell’edilizia sia ancora debole è confermato dai dati relativi agli investimenti pubblici per nuove infrastrutture: le risorse disponibili nel 2015 sono inferiori a quelle dell’anno precedente (-8,5%). Le opere previste sono 25, con un fabbisogno finanziario di 3,5 miliardi e un costo stimato di circa 71 miliardi.

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