Mister Ema: presto altre aziende in Campania

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Otello Natale
Otello Natale, ad di Ema

Il caso Ema è un “caso di studio”. Un’azienda di successo che è un fiore all’occhiello per la Campania e per l’intero Mezzogiorno. Spesso l’amministratore delegato dell’azienda del gruppo Rolls Royce viene chiamato a presenziare importanti convegni. Otello Natale lo abbiamo incontrato all’Università di Salerno per la “Borsa della Ricerca for Sud”, invitato a parlare di imprenditoria giovanile.

Dottor Natale, secondo Lei ci sono ancora giovani, al Sud, disposti a fare impresa?

Ma certamente. Conosco personalmente molti giovani del Meridione che stanno intraprendendo delle ottime iniziative partendo dai banchi dell’Università. Le aziende che fanno ricerca sono molto interessate a queste iniziative, sono tante le cose che si stanno muovendo: sono abbastanza ottimista.

Cosa di dovrebbe fare per incentivare i giovani nelle loro attività?

Lo Stato deve semplificare la burocrazia, ci sono ancora troppi ostacoli ai percorsi che ogni giovane imprenditore ha intenzione di intraprendere. I giovani, dal canto loro, devono mettere a fuoco la loro creatività. Tutti hanno una propria creatività, ma serve avere maggiore fiducia in se stessi.

In questo discorso, quanto è importante il ruolo delle Università?

L’Università è la base di partenza. Occorre però capirsi su un punto, l’Università dovrebbe viaggiare su due binari. Il primo deve basarsi sulla formazione tradizionale, sulle metodiche ormai vecchie di duemila anni. Ma dall’altro lato, è ormai un obbligo spingere sull’innovazione, su metodi nuovi, dando attenzione alle cose nuove. Un doppio binario che è già presente in tante realtà.

L’Ema è un’eccellenza consolidata oppure avete in mente altri progetti?

Guardi, rispondo avvalendomi di Eduardo De Filippo: gli esami non finiscono mai. Per essere competitivi su un mercato ormai globale, occorre essere sempre all’altezza della situazione, lavorando duro ed investendo soprattutto in attività di ricerca e sviluppo per immettere sul mercato nuove tecnologie. Abbiamo il progetto Poema (polo europeo microfusioni aerospaziali, che associa 12 aziende per una sfida competitiva a livello globale: ha unito aziende ubicate in quattro regioni d’Italia con presenza in un capannone a Morra De Sanctis, in Irpinia, con un incremento di 150 lavoratori nella zona. Si tratta di un progetto unico nel suo genere è infatti l’unica Rete di Imprese del settore a livello nazionale, ndr) che funziona bene, va avanti. Al suo interno programmeremo altre attività e ci sono altre aziende che sono intenzionate a farne parte”.

Dunque, una parte del Mezzogiorno continua ad essere attrattiva. Ma di cosa ha bisogno del Sud per ripartire?

Secondo me non c’è un problema Sud, ma esiste un problema Italia.

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