Ricerca e sviluppo, fondi per giovani dottorandi

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Campania Competitiva
Campania Competitiva

Ricerca e sviluppo, la sfida lanciata da Campania Competitiva è possibile. Sono tutti concordi i relatori intervenuti al convegno conclusivo della giornata dedicata alla competitività organizzata a Napoli al “Salone Margherita”: in Campania c’è un grande fermento di idee e ciò conferma che si è sulla strada giusta. Importante è non disperdere tutte queste energie, come ha sottolineato Stefano Firpo, direttore generale del Mise (ministero dello Sviluppo Economico, ndr). “Si è fatto un grande lavoro per far nascere tante iniziative. Adesso si deve lavorare per farle crescere, maturare, facendole diventare impresa”. Parole chiave per crescere sono innovazione e internazionalizzazione. “Credo che non esista, in questo momento storico, un modo di fare impresa non innovativo e internazionalizzato. Parliamo di sfide necessitate dal contesto contemporaneo. L’Italia e, nello specifico, la Campania, ha tutte le carte in regola per giocarsi questa partita in cui le istituzioni, locali e nazionali, hanno un ruolo fondamentale: solo attraverso una loro sinergia si può trasformare quanto possibile in realtà”. Sull’innovazione e sull’internazionalizzazione punta anche Luigi Gallo, responsabile Ricerca e Innovazione di Invitalia, che loda la Regione Campania per l’istituzione di un assessorato specifico per l’innovazione, le startup e l’internazionalizzazione. “Napoli può diventare capitale dell‘innovazione grazie alle risorse finanziare e al capitale umano, di competenze e di entusiasmo di cui dispone.  Ci sono tutti gli elementi per mettere a sistema questi  ingredienti e poter raccontare storie di successo”.  Fondamentale inoltre è l’apertura oltre i confini nazionali. “L’export è la chiave di volta per il successo di ogni azienda. Un’impresa, per avere respiro internazionale, deve agganciarsi alle catene globali del valore. Soltanto così potrà aprirsi a nuovi mercati per poi rimanerci. Sono convinto che fondamentale sia stringere rapporti con la Cina che negli ultimi decenni hanno acquisito il ruolo di capitale della ricerca e dell’innovazione”. E sull’uso errato dei fondi strutturali Gallo lancia una stoccata. “In Italia abbiamo un problema: diciamo troppi sì. Dobbiamo imparare a dire meno sì e a selezionare i progetti in base alle loro potenzialità. Pochi soggetti, ma capaci, che vanno integrati e aiutati a crescere sempre più. Ci aspetta un quinquennio di programmazione fino al 2020, speriamo di recuperare quanto non fatto in passato”.  Attivo nella programmazione è anche il Miur (ministero Università e Ricerca Scientifica) come sottolinea Mario Calderini, consigliere all’Innovazione del Ministro. “Il Consiglio dei Ministri sta per approvare il programma nazionale della ricerca. La programmazione contiene misure importanti  finalizzate ad organizzare il rapporto tra pubblico e privato con i cluster tecnologici nazionali sulle 12 aree di specializzazione tecnologica più importanti del Paese. Sono state previste, inoltre, numerose iniziative fondate sul connubio tra ricerca, innovazione e imprenditorialità. Presenteremo i living lab, laboratori aperti di sperimentazione di tecnologie innovative, e riproporremo i contamination lab, luoghi in cui studenti e ricercatori mettono insieme le proprie competenze”. Spazio anche a misure di sostegno economico. “Abbiamo previsto dei finanziamenti per giovani dottorandi che potranno sviluppare le loro ricerche in senso imprenditoriale”. E sull’importanza dell’alternanza scuola-lavoro Calderini non ha alcun dubbio. “Gran parte della competitività della Germania  è stata costruita grazie all’alternanza e la formazione duale. Credo che questi strumenti, soprattutto in determinati ambiti, siano fondamentali. L’importante è far viaggiare sempre in modo parallelo il mondo della scuola e quello del lavoro, raccordando le esigenze specifiche di entrambe le realtà”.

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