Fallimenti in calo, tiene il Sud

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Fallimenti in calo, segnali di ripresa nei primi mesi del 2015. Se dal 2009 al 2014, in Italia, secondo i dati Crif, la percentuale dei fallimenti segnava un +78%, nell’anno in corso si registra un’inversione di marcia, da collegare ad un incremento nell’utilizzo degli strumenti di composizione negoziale della crisi di impresa e, quindi, tra gli altri, del concordato preventivo, accordi di ristrutturazione, amministrazione straordinaria.

Nel 2015 si è registrato un -0,5% rispetto ai dati del 2014. Dopo un quarto trimestre dell’anno scorso che si è chiuso con la cifra record di 4.502 fallimenti (dato più alto per un singolo trimestre dal 2009 ad oggi), nel primo trimestre del 2015 i fallimenti sono stati 3.803. In media nel 2015 sono fallite 59 imprese ogni giorno, più di due imprese ogni ora. Dal 2009 a oggi inoltre si contano 78.978 imprese che hanno portato i libri in tribunale, numeri che sottolineano le difficoltà che stanno ancora attraversando il nostro tessuto imprenditoriale.

La Lombardia nei primi 3 mesi del 2015 si conferma la regione d’Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti, con 784 casi, pari al 20,6% del totale nazionale. Dal 2009 ad oggi si contano 17.362 imprese lombarde fallite. La seconda regione più colpita è il Lazio, con 483 imprese chiuse e un’incidenza sul totale Italia del 12,7%. Segue il Veneto con 360 casi e relativa incidenza del 9,5%. Il commercio e l’edilizia sono i macrosettori più colpiti nei primi tre mesi del 2015. Da segnalare anche i numerosi casi di fallimento nel comparto “ristoranti e bar” (183), “abbigliamento e accessori” (146) ed “alimentari” (62).

Secondo i dati del tribunale di Napoli, i fallimenti dichiarati nel 2014 sono stati 360. Mentre dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati 243. Invece le procedure fallimentari pendenti sono circa 2600 circa e i concordati preventivi aperti nel 2015 sono 21. Un numero in forte calo, evidentemente perché tale istituto non ha dato negli anni i risultati sperati. Poco frequenti i ricorsi per le procedure concorsuali minori, quali gli accordi di ristrutturazione ed i piani di risanamento, ed anche le procedure di sovrindebitamento. Le dichiarazioni di fallimento e di insolvenza in genere sono rimaste stabili nell’ultimo biennio sotto il profilo numerico.

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