Il Governo proroga la “voluntary disclosure”

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Consiglio dei Ministri lampo questa mattina. In quindici minuti, il Governo ha approvato due decreti legge: uno per la proroga della “voluntary disclosure” (emersione di beni e capitali) e lo stop all’aumento delle accise sui carburanti (che sarebbe scattata domani), l’altro sulla finanza locale, un pacchetto di norme che interessano in particolare la grana dello sblocca-pagamenti nelle Regioni e il problema delle delibere comunali sui tributi approvate dopo il 30 luglio, termine per la chiusura dei preventivi (tranne che in Sicilia, dove la scadenza è domani). Sul primo punto, il problema è rappresentato dall’utilizzo che molte Regioni hanno fatto dei 23,7 miliardi prestati dal Governo per permettere di onorare le fatture arretrate dei fornitori. “Il bubbone – spiega il Sole 24 Ore – è scoppiato soprattutto in Piemonte, con la sentenza 181/2015 della Corte costituzionale che ha giudicato illegittimo il consuntivo 2013 contestando in pratica l’utilizzo dei prestiti statali per il finanziamento di nuova spesa corrente, ma a leggere le analisi della Corte dei conti parecchi punti interrogativi emergono anche lontano da Torino, dove la sentenza della Consulta ha fatto emergere un deficit aggiuntivo da 2,5 miliardi. Con un intervento in tre mosse, la bozza preparata in questi giorni riscrive la contabilizzazione degli anticipi, “regola” il problema delle Regioni (Lazio in primis) che hanno utilizzato gli assegni statali anche per evitare l’accensione di nuovi mutui e corregge anche i bilanci degli ultimi due anni. L’ipotesi di correttivo poggia su un meccanismo articolato, che in sintesi chiede alle Regioni di iscrivere in un fondo vincolato fra le entrate per accensione di prestiti i soldi anticipati dallo Stato, e in ognuno dei 30 anni del rimborso prevede la reiscrizione sia in entrata sia in spesa (nel fondo vincolato) della somma non ancora restituita, indicando come spesa effettiva la sola quota da rimborsare nell’anno”. Per i Comuni “c’è invece in rampa di lancio la sanatoria delle delibere sui tributi locali approvate dopo il 30 luglio. L’ipotesi è di far “rivivere” tutte le decisioni fiscali adottate fino a oggi, anche se questo potrebbe complicare un po’ i conti sui rimborsi da garantire ai Comuni a partire dall’anno prossimo, con l’addio alla Tasi”.

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