Sud, “serve un piano per la crescita”

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Il Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria, Marco Gay, durante il suo discorso al trentesimo Convegno di Capri

“C’è il silenzio senza il Sud. Il silenzio della rinuncia, di chi rinuncia a 21 milioni di abitanti e al 23% del Pil. Di chi rinuncia ad essere grande in Europa”. Ha un retrogusto amaro l’intervento del presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria, Marco Gay, pronunciato in occasione del trentesimo Convegno di Capri. Un intervento complesso, per nulla politicamente corretto, incentrato sul Sud, area d’Italia alla quale è stato dedicato solo qualche accenno nella legge di stabilità. Il Sud, sottolinea il presidente Gay “non è solo la metà del Paese ma la sua metafora. Risolvere i suoi problemi significa contribuire a risolvere i problemi dell’Italia e farla diventare finalmente Nazione. Non bastano le misure strordinarie ma sono necessarie misure strutturali capaci di costruire uno sviluppo duraturo. Insomma, serve un piano organico di crescita”. Una crescita per quell’area dell’Italia che, come sottolinea il presidente, produce un quinto del valore aggiunto nel settore alimentare, un terzo dell’aeronautica ed esporta il 75% della raffinazione e quasi il 20% della cantieristica. Gay non risparmia critiche nemmeno per la finanziaria, i cui interventi per il Sud risultano quasi inutili. “Il Master Plan per il Sud quest’anno consiste in un insieme di misure che ammontano a 150 milioni su una finanziaria che vale quasi 30 miliardi. È troppo poco, quasi inutile”. E in questo poco rientra anche l’intervento sull’Ires, per la quale non possono essere usate le “coperture ballerine del fondo migranti ma occorre un intervento pensato, ad hoc costruito, che sia positivo per le aziende”.

 

 

 

 

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