La Motivazione… la mia amica scala

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In questo articolo voglio parlare del carburante che muove tutto e che è alla base, del fare, del costruire, del successo personale e professionale, del vero cambiamento costante: la motivazione.

In ogni mio approfondimento c’è la ricerca dell’etimologia della parola usata che mi aiuta sempre a trovare il filo del ragionamento logico.

L’etimologia della parola “motivazione” riporta al concetto di movimento: la motivazione, ovvero muovere verso, il motivare un’azione, non è altro che l’insieme di forze che agiscono sulla persona e la portano ad attivare le proprie energie per fare qualcosa.

Gli studiosi dividono la categoria dei bisogni in due, primari e secondari. I primi sono volti a garantire la sopravvivenza (mangiare, bere, fare l’amore, etc.) i secondi sono legati principalmente alle relazioni sociali e alla conoscenza. Mentre per i primari l’istinto e l’inconscio giocano un ruolo fondamentale, per i secondi ci vuole la volontà.

Sono andato a ricercare l’etimologia della parola ed ho scoperto un mondo : volontà =

  • La capacità di volere, la facoltà di decidere consapevolmente il proprio comportamento in vista di un dato scopo;
  • Atto del volere: fare qualcosa di propria spontanea volontà;
  • Ciò che si vuole, che è oggetto del volere: imporre la propria volontà; sia fatta la volontà di Dio;
  • Disposizione a fare qualcosa: avere volontà di studiare, di lavorare.Buona volontà, bontà di propositi, spontaneo impegno positivo; Nella filosofia del tedesco I. Kant (1724-1804), la volontà dettata dalla pura ragione del dovere; Cattiva volontà, tendenza a sottrarsi ai propri doveri, a non impegnarsi;
  • Passione nel fare qualcosa;

Analizzando bene le varie definizioni, sono giunto alla seguente conclusione.

Si sa che la mente è una grande risparmiatrice soprattutto se focalizzata sulla sopravvivenza spicciola. Mentre per i bisogni primari utilizza l’istinto, per i secondari, dovendo compiere uno sforzo, nella maggior parte dei casi resta ferma o rinuncia. La volontà fa sempre la differenza, la voglia di emergere, di avere successo, la passione nel voler raggiungere quel determinato scopo o obiettivo, per realizzare quel determinato progetto. Fatta la dovuta premessa, l’obiettivo dei miei articoli è sempre volto a dare delle soluzioni pratiche e risolutive ed anche in questo caso non voglio deludere le tue aspettative.

La mia amica scala …

Quando torno da lavoro, subito dopo aver aperto il portoncino di ingresso mi ritrovo a prendere una decisione. Inizialmente abbastanza sofferta, oggi oramai è diventata un processo automatico funzionale.

Alla mia sinistra ho l’ascensore, alla mia destra ho la scala che attraverso circa 180 scalini mi porta al mio appartamento. Inizialmente ero portato a fare il seguente ragionamento logico: “c’e’ l’ascensore che ti porta comodamente al piano, prendilo e non salire le scale che necessariamente prevedono sforzo, affanno, stanchezza, perdita di tempo, dolori ai piedi e alle gambe”. Il mio è principalmente un lavoro di pianificazione, controllo procedure che mi porta a passare diverse ore seduto di fronte ad un computer e a pensarci bene quello che sembrava uno sforzo invece è diventata oggi l’opportunità di fare un po di movimento utile al mio sistema immunitario e ai miei muscoli. Ho ristrutturato il significato ed ho trasformato l’ascensore nella peggior nemica del mio corpo e la scala la mia migliore amica, artefice importante del mio stare bene. Inizialmente è stata difficile perché la mia logica risparmiatrice istintiva mi portava a dirigermi sempre ed inconsciamente verso l’ascensore e mai verso le scale, oggi è il contrario. Ho trasformato volontariamente una cattiva abitudine in una buona abitudine, un processo automatico negativo e dannoso in uno positivo e costruttivo! Viviamo in un epoca dove molti oggetti che compriamo evitano di farci compiere sforzi, e fatica. La stessa epoca che genera fallimenti a ripetizione, obesità dilagante e consumo di cibo sproporzionato che paradossalmente affama altri individui. Tutta questa tecnologia ha distrutto la nostra voglia di fare, di emergere, di sforzarci ad essere persone migliori. Allora quale può essere una ricetta spicciola ed efficace?

1)Prima di tutto chiediti se veramente vuoi cambiare quella determinata condizione, se veramente ne hai la volontà;

2)Stabilisci e fai un’ elenco dettagliato di ciò che ti renderebbe veramente felice, la mente ha bisogno di una mappa con direzioni precise da seguire … un corpo sano, un lavoro soddisfacente, una famiglia felice, etc.;

3)Sostituisci ciò che reputi per te dannoso con comportamenti virtuosi, trasforma una zona di confort per te distruttiva in una zona proattiva, funzionale al tuo benessere e alla tua felicità;

4)Ogni obiettivo prevede una o più strategie … per ottenere un corpo sano devi condurre una vita sana, fare attività fisica regolare e controllata. Per trovare un lavoro soddisfacente devi essere preparato, devi studiare e fare esperienza nel settore. Etc.

Ricordati che la motivazione esterna, quella data dagli altri, così come ci viene data ci viene tolta. Quella interna se non esiste non può essere ne cercata e ne trovata. La motivazione va semplicemente costruita mattone su mattone, attraverso la sostituzione di credenze limitanti in credenze potenzianti, funzionali ai nostri obiettivi. La stessa differenza che intercorre tra Pigroman (personaggio di Made in Sud) e Leonida Re degli Spartani, cercali su You Tube!

L’argomento sarà la base per il prossimo articolo!

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