Stabilità, “liberi” subito 2 mld per i Comuni

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Multe: incassi in aumento

Legge di stabilità, in arrivo un nuovo sblocca-debiti immediato per i Comuni da almeno 2,2 miliardi di euro, senza i problemi di contabilizzazione degli anticipi perché in questo caso i soldi sono quelli degli enti. In questo modo, si libera anche la programmazione degli investimenti, che non saranno più soggetti al Patto di stabilità. Come scrive il Sole 24 Ore, “sono giorni di grande lavoro sulle calcolatrici per capire gli effetti di questo cambio di regole e le notizie sono incoraggianti per gli amministratori locali e per le imprese che lavorano con loro”. “Secondo i calcoli Ifel, i residui passivi in conto capitale nei bilanci dei Comuni finora soggetti al Patto valgono 6,2 miliardi: se si ipotizza una capacità di smaltimento pari a quella manifestata con i vecchi sblocca-debiti al netto delle anticipazioni, si arriva alla possibilità di sbloccare a inizio 2016 pagamenti per 2,2 miliardi. Ovviamente la distribuzione di questi effetti dipende dalle risorse effettive nelle casse di ciascun Comune. Anche per capire questa geografia viene in aiuto l’ esperienza vissuta con lo sblocca-debiti del 2013: la capacità di tradurre in pagamenti gli spazi finanziari concessi all’ epoca senza ricorrere alle anticipazioni della Cassa depositi e prestiti è stata quasi totale in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, si è attestata poco sopra al 91% in Liguria, nel Centro ha oscillato fra il 41,7% dei Comuni del Lazio e l’ 89,7% registrato in Toscana, mentre si è rivelata drasticamente più bassa al Sud dove, in particolare in Campania e Calabria, i prestiti targati Cdp sono stati indispensabili per tutti i pagamenti. Oltre a sanare il passato, il pareggio di bilancio “temperato” punta a liberare i nuovi investimenti, reduci da un crollo che nel 2010-2014 è stato del 36% nei soli capoluoghi di regione, con flessioni record del 60-70% in alcune città. Su questo piano la manovra gioca due carte: quella della stabilità delle regole, interamente nelle mani dei Comuni e non più soggette alle variabili degli interventi nazionali e regionali, e l’ addio ai vincoli di cassa imposti dal vecchio Patto. Da questo punto di vista è più difficile avventurarsi in stime sugli effetti, ma è chiaro che le leve tornano in mano agli amministratori locali”.

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