Fare impresa, fare squadra

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Roberto De Pascale, imprenditore di 46 anni, titolare insieme al fratello Francesco della rinomata Pasticceria-Enoteca De Pascale di Avellino, attività storica che vede le sue prime origini già a fine ottocento, in Viale Italia nei pressi dell’attuale caserma Berardi, grazie all’antenato Vito. Il bisnonno Francesco trasferì successivamente l’attività al Corso Vittorio Emanuele. Il Nonno Sabino ai primi del ‘900 era già coordinatore della locale confederazione dei panificatori. Mentre il papà cavalier Antonio è stato per decenni presidente provinciale degli alimentaristi, oltre che punto di riferimento della confcommercio avellinese. Il fratello maggiore Sabino da qualche anno gestisce con successo una pasticceria (sempre di proprietà) in Australia.

Roberto benvenuto nella nostra nuova rubrica, cosa ti ispira la parola Cambiamento?

Nella nostra cultura familiare, si convive costantemente con il cambiamento, basti pensare alle mode che in ogni stagione si rinnovano nei gusti e nei colori orientando la clientela sempre verso nuove tendenze. Ma molto più semplicemente per noi il cambiamento appartiene al vivere quotidiano, persino al mutare degli eventi atmosferici, ad esempio, una bella giornata di sole, può trasformarsi improvvisamente in una fredda e cupa giornata di pioggia o viceversa. L’imponderabile può stravolgere in bene o in male andamento e previsioni delle vendite di una qualsiasi giornata. Navighiamo tra gli umori della clientela, travolti e condizionati dagli eventi, ecco perché un commerciante impara ad essere poliedrico, camaleontico, fantasioso, ma innanzitutto concreto e realista.

Concordi sul fatto che il vero cambiamento è un processo che tocca in profondità il nostro modo di vedere, pensare ed agire?

Ogni cambiamento evoca in noi fantasmi, dubbi ed inquietudini, ma è proprio grazie a queste paure dove ritroviamo sempre la forza, l’istinto o la creatività per sopravvivere, provando ad innescare proprio dentro di noi quella scintilla che ci rimetta ancora in gioco.

Come vedi l’attuale situazione economica italiana?

Se l’economia del paese è pericolosamente all’impasse, purtroppo lo è ancor di più l’economia del sud del paese. Faccio solo un esempio, nel mio settore, i costi di gestione (energia elettrica, personale, acquisto di materie prime, tasse e via discorrendo) sono gli stessi di un impresa del nord, con l’unica differenza che i miei prodotti anche se di qualità, per poterli vendere, qui al sud sono costretto a caricarli almeno del 30% in meno rispetto al proprio valore di mercato. Faccio un esempio banale, un caffè da Roma in su lo paghi anche 1,20 / 1,30 (e non ti offrono accanto anche il bicchiere di acqua minerale), Qui la stessa tazza di caffè, anche più buona e con accanto il bicchiere d’acqua (in omaggio) lo paghi 0,80 / 0,90. Questo è sintomatico.

Quanto la formazione può incidere sul nostro fare quotidiano, presente e futuro?

La formazione è fondamentale, ma prima di tutto valgono determinazione, umiltà e sacrificio, senza queste tre prerogative non c’è nessun corso di formazione che tenga.

Quali sono le opportunità da cogliere nella crisi attuale e soprattutto in che modo?

Se intendiamo realizzarci lavorativamente, qualsiasi professione essa sia, oggi più che mai bisogna imparare a raggiungerla, fosse anche in capo al mondo, si deve avere il coraggio di partire. Ho tanti amici ormai sparsi per il mondo, persino un fratello, e credetemi,tranne rare eccezioni, in qualsiasi parte va, un irpino, si distingue per caparbietà, professionalità ed inventiva.

Parlaci della tua formula del successo, quali le componenti essenziali?

Unità ed umiltà, da soli non si va da nessuna parte, conduco questa azienda con mio fratello Francesco ed altri 12 collaboratori, tutti sono importanti nell’economia dell’azienda, ma nessuno è indispensabile compreso il sottoscritto. Prima di ogni altra cosa però deve esserci una forte vocazione al sacrificio.Non ci si può mai rilassare, distrarre o sentirsi appagati. Per un imprenditore c’è sempre da stringere la cinghia e fare sacrifici, c’è sempre da imparare. Ad esempio a 46 anni ho capito che se voglio veramente trasmettere la mia mentalità a tutti i miei collaboratori, devo scendere al lavoro almeno 2 ore prima di loro e da qualche mese sto scendendo al lavoro alle 5 del mattino, 1 ora prima dei pasticceri e 2 ore prima dei banconisti. La nostra azienda si annovera di essere tra le aziende centenarie italiane, questo per me è un onore, ma anche un grande onere. Il cliente che spende da De pascale, non viene per la nostra storia, non possiamo vendergli il nostro passato, vuole acquistare i prodotti che offriamo oggi, anzi pretende qualcosa in più.

Perché hai deciso di continuare ad investire in Italia, precisamente in Irpinia?

Perchè il nostro successo è qui in questi locali ed è seguito personalmente dalla nostra famiglia non si può delegare.

Quale la tua visione imprenditoriale presente e futura ?

Sono ottimista, perché è nei momenti di maggiore difficoltà che riusciamo a dare il meglio di noi stessi.

In questi giorni la tua attività ha ricevuto il premio “Golosario 2016 Sezione Wine Bar”, cosa rappresenta per te e per il tuo Team?

Sono orgoglioso e felice soprattutto per mio fratello Francesco. Lui è sommelier professionista e cura personalmente sia gli acquisti dell’enoteca che la somministrazione del wine bar, il risultato ottenuto è senza dubbio frutto di passione e professionalità che da anni mette nel proprio lavoro.

Quali consigli ed indicazioni dai ai giovani che si apprestano ad affrontare il mercato del lavoro?

Approcciarsi sempre nel massimo della correttezza verso la clientela. Restare umili e fare squadra con i propri colleghi di lavoro. Onestà,coraggio e determinazione. Vale per il lavoro come per la vita.

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