A Napoli il primo laboratorio dronico in una scuola

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Il primo laboratorio dronico in Italia diventa realtà. A promuoverlo è l’Itis di Napoli “Fermi – Gadda”, polo tecnico all’avanguardia, made in Campania

Il primo laboratorio dronico in Italia diventa realtà. A promuoverlo è l’Itis di Napoli “Fermi – Gadda”, polo tecnico all’avanguardia, che sta lanciando i primi percorsi di apprendimento per la guida dei droni. “La nostra scuola – spiega il preside dell’Istituto, Dario Sessa -, ha quattro indirizzi curriculari (meccanica, informatica, elettronica ed aeronautica) che trovano nel drone il loro punto di convergenza. E per drone non intendo solo le strumentazioni aerospaziali, ma anche quelle sofisticate utilizzate a livello sottomarino e terrestre”. Il drone rappresenta l’emblema di una scuola che guarda al futuro dei suoi iscritti. “La curvatura dronica, in fondo, non rappresenta solo la perfetta sintesi del nostro istituto, ma anche il passe-partout per i futuri posti di lavoro”. L’istituto, quindi, non vuole solo fornire ai suoi iscritti nuove prospettive che possano poi tramutarsi in opportunità lavorative future, alla portata di tutti. Il laboratorio, avviato grazie alla volontà e all’impegno dell’attuale dirigenza del “Fermi – Gadda”, si candida ad essere non solo un centro di progettazione ad alta specialità, ma anche uno spazio di acquisizione e applicazione dei dati raccolti. “Attraverso il drone stiamo promuovendo nuovi approcci didattici trasversali che toccano, in modo verticale, diverse materie – evidenzia il professore Enrico Maiorino -. Con il laboratorio dronico non vogliamo solo insegnare l’uso dei droni ai nostri studenti, ma anche introdurre sui banchi di scuola modalità alternative di apprendimento. Vogliamo offrire cultura, tecnica e capacità visiva affinché i nostri studenti possano prendere il dato ed elaborarlo”. I droni, infatti, permettono di venire a contatto con materiali didattici che, tradizionalmente, vengono appresi attraverso i libri. “Immaginiamo il caso di un drone utilizzato in un complesso archeologico: i ragazzi apprendono nozioni di storia attraverso uno strumento alternativo al libro, più affine ai nativi digitali”. Importanti, senza dubbio, le collaborazioni avviate dall’Istituto con altre realtà che già utilizzano ampiamente i droni. “Il lavoro con i droni è un work in progress. Attualmente stiamo collaborando con l’accademia aeronautica di Pozzuoli, già specializzata in questo settore con un proprio gruppo di allievi che si esercitano nel pilotaggio dei droni. Inoltre, stiamo dialogando sia con l’Enac, ente di riferimento per il rilascio dell’abilitazione per la guida dei droni professionali, sia con l’accademia della marina italiana: quest’ultima fa un largo uso dei droni sia sottomarini, sia anfibi. Speriamo di poter promuovere esercitazioni condivise con queste realtà italiane che possano offrire ai nostri studenti un valore aggiunto al loro percorso d’istruzione”. Ma il progetto dell’Istituto “Fermi –Gadda” ha ambizioni ancora più ampie. “Stiamo per presentare la richiesta al Miur per attivare la specializzazione dronica nell’ambito dell’indirizzo aeronautico, già attivo presso la nostra struttura – specifica Giorgio Montalto, ingegnere e professore di fisica-. Siamo convinti che questo sia un settore in espansione che offrirà nei prossimi decenni sbocchi lavorativi importanti”. Molto entusiasti anche gli iscritti al “Fermi – Gadda”. “I nostri studenti hanno risposto positivamente alle nuove proposte formative lanciate dall’istituto – sottolinea Montalto-. Non solo stanno apprendendo divertendosi, ma stanno anche comprendendo che il futuro lavorativo personale è soltanto nelle loro mani. E per il loro futuro, vogliamo offrire il meglio ad ognuno di loro”.

Claudia Sparavigna e Francesca Fasolino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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