Inquinamento in calo, ma è allarme auto

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Pm10: rapporto Legambiente

Inquinamento in calo, l’Istat promuove la qualità dell’aria in Italia. Se i dati relativi all’atmosfera migliorano, grazie anche al calo del consumo dell’energia, non si riduce il parco auto circolante, così come nelle città meridionali, pur in presenza di un significativo miglioramento della gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata resta lontana dalla media nazionale. Secondo l’ultimo rapporto “Qualità dell’ambiente urbano”, nel 2014 scendono da 44 a 35 i capoluoghi dove il valore limite per il PM10 (media giornaliera) è superato per oltre 35 giorni.

Polveri sottili. Considerando nell’insieme i parametri per le polveri sottili (PM10, e PM2,5) le situazioni più critiche si presentano a Frosinone, Torino, Alessandria, Vicenza, Benevento, Cremona, Lodi, Milano, Cagliari e Palermo. Diminuiscono così da 35 a 23 le città in cui si rilevano superamenti dei limiti per il biossido di azoto. A Brescia, Genova, Firenze, Roma e Palermo i valori superano la soglia di oltre il 50% in almeno un punto di monitoraggio. Per l’ozono registrate 3 ore oltre la soglia di allarme a Lecco, Monza e Bergamo, a Catanzaro 4 ore. Nel complesso la quota di città oltre l’obiettivo a lungo termine per più di 25 giorni si dimezza nel 2014.  In riferimento all’inquinamento acustico, nel 2014 i cittadini dei capoluoghi hanno presentato quasi 2 mila esposti alle amministrazioni (11,2 ogni 100 mila abitanti). La media è più bassa nei grandi comuni (8,4 contro 15 negli altri capoluoghi). Diminuiscono i controlli per verificare il rispetto dei valori limite dell’inquinamento acustico (da 9,6 nel 2013 a 7,9 ogni 100 mila abitanti), ma aumenta di quasi due punti percentuali la quota di quelli che rilevano almeno un superamento (52,4% nel 2014).

Emergenza auto. Per il terzo anno consecutivo, il tasso di motorizzazione nelle città cala e passa da 635 autovetture ogni mille abitanti del 2011 a 613 nel 2014, ma non si riduce il parco dei veicoli circolanti (14,8 mln, pari a 715 veicoli per km2). Torna a crescere la quota di auto di nuova immatricolazione (da 4,9 a 5,2%), ma aumenta anche quella delle auto di otto anni e più, meno sicure e meno efficienti dal punto di vista energetico. Si riduce ulteriormente, da 55,5 a 54,1%, la quota di auto a benzina, a vantaggio di quelle diesel (37,9%) e a gas (7,7%). Le auto elettriche, in forte aumento, sono tre ogni mille nel 2014.Segnali di ripresa della domanda di trasporto pubblico locale (da 190 a 192 passeggeri per abitante nel 2014): l’incremento si concentra nei grandi comuni (+3,3%) e in particolare a Napoli, Torino, Venezia, Bologna e Palermo.

Differenziata a macchia di leopardo. Il Sud sembra recuperare anche sul fronte dei rifiuti, anche se i dati relativi alla differenziata restano lontani dalla media nazionale. Il volume complessivo di raccolta nei capoluoghi ammonta a quasi 10 milioni di tonnellate (come nel 2013 e pari a un terzo del totale nazionale). I valori pro capite variano da 604 chilogrammi per abitante delle città del centro, a 540 per quelle del Nord, fino a 508 per il Mezzogiorno. La differenziata è pari al 38,6% dei rifiuti urbani raccolti nel 2014: cresce di quasi 3 punti percentuali ma i progressi non sono sufficienti a raggiugere il target (65% nel 2012). Le quote più elevate a Pordenone (quasi 80%), Verbania, Mantova, Belluno, Treviso, Trento e Tortolì (oltre 70%), mentre in Sicilia restano inferiori al 10% in sei capoluoghi su nove.

Energia e fonti rinnovabili. Cala ancora il consumo di energia elettrica per uso domestico (-7,3% in un anno): nei capoluoghi è pari a 1.056 kWh per abitante nel 2014 (inferiore a quello del 2000). Il prelievo di gas metano per usi civili scende del 14,7% rispetto al 2013. Interessante anche il dato relativo all’impiego delle fonti rinnovabili: le installazioni fotovoltaiche delle amministrazioni comunali rappresentano il 4,1% della potenza di tutti gli impianti (+7,2% sul 2013). Continua la riduzione del volume di acqua potabile fatturata per uso domestico: 161 litri per abitante nel 2014 (-4,1% rispetto all’anno precedente). Restano elevate (36,9%) le dispersioni idriche nelle reti comunali. Undici capoluoghi hanno dovuto adottare nel 2014 misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua per uso civile. Nel 2014 la popolazione dei capoluoghi servita dalla rete fognaria è in media pari al 93,3%.

 

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