La diagnosi precoce per vincere il cancro

Si è svolto sabato mattina, 7 novembre 2015, presso la Sala convegni dell’Associazione Irpina “Noi con loro” in Avellino, un evento di respiro nazionale che ha visto protagonista il nuovo test “ISET” per la diagnosi preventiva delle patologie oncologiche. In una realtà che sperimenta quotidianamente la diagnosi di patologie oncologiche, apparentemente più diffuse, ma probabilmente soltanto più diagnosticate, la possibilità di test diagnostici precoci rappresenta spesso l’ancora di una popolazione impaurita da un male ancora poco noto e non sempre diagnosticato in tempo.

All’evento sono intervenuti il commissario dell’ASL di Avellino, il dott. Mario Ferrante, il Dirigente dell’Azienda Ospedaliera SG Moscati di Avellino, il dr. G. Rosato e il dott. Domenico Malzoni. Moderazione a cura del Direttore dell’UOC di Oncologia Medica AORN SG Moscati di Avellino, dr. Cesare Gridelli.

Letture magistrali sono state tenute dal Prof. Marco Salvatore, già Direttore del Dipartimento di Radiodiagnostica e di Medicina Nucleare dell’Università Federico II di Napoli, nonché Direttore del centro di ricerca SDN e il dott. Peppino Mirabelli, ricercatore.

Il topic, si è rivelato di grande interesse sia per la popolazione generale, sia per la comunità scientifica locale intervenuta. Il test ISET è in grado di identificare le cellule tumorali circolanti, ben al di sotto di dimensioni percepibili dall’occhio umano attraverso la diagnostica per immagini; parliamo di una singola cellula per millilitro di sangue, estremamente fragile e di non semplice identificazione tra le cellule non neoplastiche. La successiva identificazione con esami di diagnostica per immagini avviene in genere nell’arco di 1-4 anni, generando un’anticipazione diagnostica significativa. La cellula neoplastica però, è in grado di identificare la presenza di una neoplasia in via di sviluppo, ma non di identificare la tipologia, la sede o l’aggressività della stessa. Si associa per questo la diagnostica per immagini integrata, di tipo morfologico e funzionale, che consente la detection e la caratterizzazione di una eventuale eteroplasia, aprendo possibilità terapeutiche tra le meno invasive e con maggiori probabilità di guarigione. Al momento il test ha come indicazione la valutazione dei protocolli terapeutici nei pazienti oncologici, così da escludere la presenza di cellule neoplastiche in pazienti alla fine di un trattamento o per modificare le formulazioni farmacologiche nei pazienti non responder.

La strada è ancora lunga e irta, ma una medicina sempre più settorializzata ci sta dimostrando, col tempo, che soltanto l’associazione e l’integrazione di teniche di laboratorio e di imaging morfologico e funzionale potranno favorire le anticipazioni diagnostiche migliorando la qualità e la prognosi quoad vitam e quoad valetudinem dei pazienti.

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