Campania: bagarre in Consiglio, la vittoria di Pirro dei 5 Stelle

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Campania, la bagarre in consiglio regionale (foto Omninapoli)

Campania, riconoscere una sola opposizione in Consiglio, velocizzare i processi di discussione e approvazione delle leggi, senza perdersi nelle lungaggini del dibattito consiliare. Se il primo punto è contenuto nella proposta di legge avanzata dalla maggioranza per modificare lo statuto della Regione Campania, il secondo fa parte del programma di Vincenzo De Luca. Eppure, di raggiungere due obiettivi in una sola seduta di consiglio non è riuscito neppure a De Luca, ma ai sette consiglieri del Movimento 5 Stelle. Un successo, con una piccola notazione a margine: il gruppo di opposizione annullato non è quello di centro destra. E la legge, quella sul riordino del ciclo integrato delle acque, passata in 15 minuti e senza discussione in aula, non era stata proposta dai 5 Stelle ma dallo stesso De Luca, insieme con il suo vice Fulvio Bonavitacola. Tra l’altro la valanga di emendamenti al testo scaricata dai grillini si è persa nel vuoto. Tutti deceduti per la semplice ragione che i proponenti non erano al loro posto, ma occupavano i banchi della presidenza. Tecnicamente assenti. Altra noticina a margine: i pentastellati avevano chiesto, all’indomani della bufera giudiziaria su De Luca e il suo ex capo di gabinetto Nello Mastursi, che il presidente riferisse in aula sulla vicenda. Un dovere nei confronti dei cittadini, avevano tuonato. E naturalmente un minuto dopo De Luca avrebbe dovuto dimettersi. Anche oggi hanno preteso le dimissioni del governatore, ma le hanno pretese dal centro destra, imponendo come condizione per la ripresa pacifica dei lavori che Forza Italia e gli altri rappresentanti di opposizione sottoscrivessero la mozione di sfiducia stilata dai grillini. Ma la mozione non poteva essere presentata da consiglieri tecnicamente assenti. Tecnicamente assenti, politicamente inconcludenti. Affacciandosi in aula per pochi secondi, Vincenzo De Luca ha lasciato solo una smorfia all’indirizzo dei grillini. Nel pomeriggio, quando la seduta è stata sciolta, è andato via verso l’università Suor Orsola Benincasa per partecipare a un convegno, portando sotto braccio una legge approvata, una minoranza dissolta e un chiarimento non reso.

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