Sva, operai in piazza. E il caso diventa nazionale

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Sva, dipendenti in piazza

Giornata di mobilitazione e di sciopero per i dipendenti della Sva, la cooperativa che gestisce in subappalto i capannoni della Capaldo spa di Manocalzati. Nonostante la pioggia, dalle 6 di questa mattina, fino alle 22, i dipendenti sono in strada per rivendicare i loro diritti, pronti anche ad altre clamorose forme di protesta. Sono 130 e chiedono il rispetto del contratto, l’eliminazione delle differenze contributive e una migliore organizzazione del lavoro che oggi definiscono irregolare. Nonostante il recente incontro in Prefettura con la cooperativa salernitana, nulla sembra essere cambiato. Oltre il rispetto delle ore di lavoro previste dal contratto, i dipendenti rivendicano anche altri diritti come la sicurezza, Tfr, malattie, tredicesima, oltre che denunciare la trasformazione, nel passaggio da una coop all’altra avvenuto la scorsa primavera, di circa 30 contratti da full time a part time. In prima linea con i dipendenti Sva c’è l’Ugl guidata da Costantino Vassidialis. La vicenda è arrivata anche all’attenzione del ministero del Lavoro, con un’interrogazione deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia. “La denuncia dei lavoratori che lamentano trattamenti di fine rapporto, ferie e contributi previdenziali non pagati associato ad una serie di comportamenti poco consoni, secondo quanto riferito ai sindacati, fa venire in mente un clima all’interno del luogo lavorativo pesante ed umiliante” – dichiara il portavoce 5 Stelle che aggiunge: “La cosa che sbalordisce di più sono i continui avvicendamenti delle cooperative, che gestiscono il servizio di facchinaggio e movimentazioni merci, funzionali evidentemente a far perdere ai lavoratori il TFR, la tredicesima e la quattordicesima”. 12243100_10205079361359138_3642645424405982490_n“Fatto sta – continua il parlamentare avellinese – che la società appaltatrice è sempre la stessa dal 2006 e parliamo della Natana Doc amministrata da un personaggio controverso già noto alla Guardia di Finanza per sequestri effettuati su altre società gestite nei fatti dal medesimo. Attualmente le indagini delle Fiamme Gialle, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Inps sono in corso, quindi attendiamo sviluppi ufficiali ma allo stesso tempo restiamo esterrefatti circa il silenzio assordante del committente dal quale ci saremmo aspettati una totale dissociazione dai metodi usati all’interno dei propri capannoni”.

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