Sanità, cambiano gli orari: è caos personale

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Sanità, duemila tagli

Sanità, torna l’allarme personale. A meno di 24 ore dal ripristino della normativa europea sull’orario di lavoro nel servizio sanitario nazionale, il sindacato chiede risposte al Governo. Le nuove disposizioni rischiano infatti di paralizzare buona parte dell’assistenza sanitaria in molte Regioni, soprattutto quelle sottoposte ai piani di rientro, come la Campania. Con l’entrata in vigore della legge n. 161/2014 scatta l’obbligo di garantire al personale della dirigenza e del comparto il rispetto delle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, tra la fine di un turno ed il successivo, delle 24 ore di riposo settimanale obbligatorio e il divieto di superamento delle 48 ore di lavoro medie settimanali, comprensive dello straordinario, e delle 12 ore e 50 minuti massimi di lavoro continuo. Una serie di vincoli destinati a pesare non poco sull’organizzazione del lavoro, con un personale ridotto da tempo ai minimi termini. La Campania, dopo anni di piano di rientro e di commissariamento, con gli organici ridotti ai minimi termini e 10mila unità in meno non sostituite negli ultimi anni a causa del blocco del turn over, si vedrà costretta a ricorrere ad accorpamenti, chiusura di servizi e tagli alla assistenza. E’ questo il timore del sindacato. “Scaduta la proroga di un anno – sottolineano Alfredo Garzi segretario generale Fp-Cgil Campania e Giosué di Maro segretario regionale Fp Cgil Medici-veterinari-Spta – che ne posticipava di un anno l’applicazione per consentire una adeguata programmazione da parte del Governo, il lavoro del personale pubblico del Sistema salute dovrà essere riorganizzato in modo da rispettare la normativa europea su orari di lavoro e riposi ma nessuna delle aziende sanitarie pubbliche e private campane è pronta all’appuntamento”. I sindacati sottolineano gli effetti devastanti che la norma avrà sui livelli di assistenza, con ulteriore aumento delle liste di attesa, incremento della migrazione sanitaria extra-regionale e con la progressiva impossibilità di garantire livelli minimi oltre che essenziali di assistenza. “Cittadini ed operatori della sanità campana ‘pagano a caro prezzo la situazione di dissesto che viene da lontano ed attraversa gli schieramenti”, rilanciano la Cisl Medici, la Cimo, l’Anpo, l’Aaroi, la Fesmed e il Fassid. L’ultimo appello è rivolto al governo perchè provveda alla nomina del nuovo commissario straordinario, atteso ormai da sei mesi.

 

 

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