L.Stabilità, 5mila emendamenti Camera

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Camera dei Deputati

Pioggia di emendamenti alla Camera sulla legge di stabilità. Le proposte di modifica presentate in commissione Bilancio sono circa 5.000. Il termine per gli emendamenti era fissato ieri sera e le operazioni di voto, secondo l’attuale calendario, inizieranno nel pomeriggio di domenica 6 dicembre. Il numero esatto di emendamenti presentati è 5.082. Quasi un terzo è arrivato dal Pd che ha depositato in Commissione 1.571 proposte di modifica. Il Movimento 5 Stelle ne ha presentati 529, mentre da Area Popolare ne sono arrivati 518. Gli emendamenti firmati Forza Italia sono 458 e quelli di Lega Nord e Autonomie 399. Sinistra Italiana e Sel ne hanno presentati complessivamente 383, il gruppo Misto 275. Intanto Renzi respinge le critiche dell’ opposizione di ricorrere a misure-mancia con la Stabilità. «Leggo commenti surreali, dai Cinque Stelle a certa destra, sul fatto che i provvedimenti del nostro Governo sarebbero fatti per comprarsi il voto degli italiani», scrive il premier nell’ Enews, e aggiunge: «Questo modo di pensare è offensivo. Ma non verso di me: offensivo verso gli italiani». Un altro fronte caldo resta la sanità, su cui è ancora in corso un confronto tra Governo e Regioni. Nel suo rapporto sulla politica di bilancio 2016 l’ Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sottolinea che in base alle stime sulla spesa sanitaria della Nota al Def «nel quadro programmatico la riduzione complessiva potrebbe risultare di circa mezzo punto di Pil», pari a 8 miliardi tra il 2015 e il 2019. L’ Upb aggiunge che «in media d’ anno, la crescita del Pil destagionalizzato sarebbe dello 0,7% e del Pil grezzo (tre giorni lavorativi in più del 2014) dello 0,8%», quindi lo 0,1% in meno di quanto previsto dal Governo. Ed evidenzia che se la richiesta di flessibilità italiana non fosse accolta dalla Ue la deviazione dal percorso di aggiustamento di bilancio nel 2016 sarebbe pari allo 0,5% con conseguente alto rischio di procedura Ue. Il ministero dell’ Economia fa però notare che nel comunicato dell’ ultimo Eurogruppo l’ Italia viene giudicata “elegible” (idonea) per le clausole su riforme e investimenti e per la cosiddetta clausola migranti.

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