Sette Regioni attivano il reddito minimo

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Reddito

Reddito minimo attivato in sette Regioni e due Province autonome. Destinati complessivamente a questa misura 138 milioni di euro in un anno: una cifra esigua rispetto ai 7,1 miliardi che, secondo l’ Alleanza contro la povertà in Italia, sarebbero necessari per finanziare il reddito di inclusione sociale (Reis) a favore dei circa 4 milioni di individui che vivono in povertà assoluta, indipendentemente dal profilo anagrafico. Ma questo presupporrebbe un intervento statale su larga scala. Che dovrebbe arrivare con il Piano nazionale per la lotta alla povertà finanziato dal Ddl di Stabilità 2016. Chiamato, a seconda dei casi, «reddito minimo di inserimento» o «reddito di garanzia» o «di dignità», è un contributo mensile che presenta soglie d’ accesso molto variabili (Isee da 3mila a 18mila euro), così come gli importi mensili (da 300 a 950 euro) e la platea dei possibili beneficiari (lavoratori usciti dalla cassa integrazione in deroga, famiglie numerose, nuclei con persone non autosufficienti). Il tratto comune è che questo assegno, destinato alle famiglie in disagio economico, è generalmente abbinato a un percorso di inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari. Il reddito minimo è operativo in Basilicata, Provincia di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Puglia, Provincia di Trento, Valle d’Aosta.

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