Turismo, solo Colosseo meglio di Pompei e Caserta

0
305
Reggia di Caserta

Pompei e Reggia di Caserta al secondo e terzo posto tra i monumenti più visitati in Italia dopo il Colosseo, tutto esaurito negli alberghi di Napoli con una folla enorme nella zona dei presepi di San Gregorio Armeno. È un boom del turismo quello che sta vivendo la Campania che, complice anche la paura dei turisti di recarsi in alcuni Paesi tradizionalmente meta del turismo invernale, sta diventando una meta di primo piano a livello internazionale. A testimoniarlo anche i numeri dell’aeroporto di Capodichino, che ha stimato nel weekend dell’Immacolata 70mila passeggeri in transito con 35mila sui voli di linea nazionali e 35mila sui voli di linea internazionali: dall’inizio del 2015 il traffico complessivo dell’Aeroporto Internazionale di Napoli registra un + 4% con una crescita del traffico di linea internazionale del 13%. Il boom è testimoniato dai due siti più amati dai turisti di tutto il mondo: nella giornata di ieri gli Scavi di Pompei sono stati visitati da 13.918 persone, mentre alla Reggia di Caserta sono entrati in 10.698. Davanti a loro solo il Colosseo che ha registrato 21.654 visitatori. Pompei, in particolare, continua ad attrarre milioni di turisti, anche grazie al progetto «Pompei e l’Europa» con la mostra allestita nell’anfiteatro «Rapiti alla morte» con 20 calchi delle vittime dell’eruzione, appositamente restaurati e mai esposti al pubblico. Intanto proseguono i lavori di restauro in alcune zone del grande sito archeologico con la messa in sicurezza della casa di Marco Lucrezio su via Stabiana e del Tempio di Iside, risalente al II secolo a.C., l’edificio di culto di Pompei con decorazione più completa. Folla di turisti anche a Capri, dove ieri è stato acceso il grande albero di Natale nella celebre Piazzetta. Alberghi pieni anche a Napoli con quasi 5.000 persone che ieri hanno visitato il Museo archeologico nazionale, che presto rilancerà la sua collezione egizia. Ma le iniziative culturali coinvolgono tutto il patrimonio culturale partenopeo a partire dalla Certosa di San Martino che offre una visita ai presepi antichi del ‘700, accompagnata da estratti dalla Cantata dei Pastori. Ma anche il patrimonio artistico napoletano è considerato a rischio terrorismo: le ampolle con il sangue di San Gennaro, conservate in Duomo, sono state annoverate tra gli obiettivi sensibili per il terrorismo. La polizia pattuglia l’area dove c’è anche il museo del tesoro di San Gennaro, con argenti, ori e gioielli di valore inestimabile.

Print Friendly, PDF & Email