Formazione, scommessa sul vino

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Otto milioni per il polo enologico di Avellino. Laboratori di ricerca, aule studio, aula magna, enoteca storica regionale, spazio multimediale, spazi verdi e parcheggi: la Provincia investe sulla formazione in Irpinia. I lavori dovrebbero partire nel 2016 per concludersi nel 2018. Il progetto, che riguarderà i tre edifici che ruotano intorno al storica sede di viale Italia, è stato illustrato nel corso del consueto appuntamento di apertura del nuovo anno accademico del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. All’ex Carcere Borbonico si sono ritrovati l’architetto Carla Famiglietti, il Professore Luigi Moio, coordinatore del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Napoli Federico II, il professore Paolo Masi, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli, Federico II, Roberto Di Meo, presidente Asso Enologi Campania, il Rettore della Federico II di Napoli Gaetano Manfredi e Raffaele Coppola, presidente della Fondazione Italiana per gli Studi sul Vino. Soddisfatto Masi che rimarca il ruolo di raccordo e coordinamento svolto dalla Provincia. “C’è la volontà condivisa di investire e scommettere su una struttura e una città che, negli anni, sono diventate una risorsa dell’ateneo perché si sta investendo sui laboratori e sulla qualità del polo”. L’imprenditore Di Meo apre le porte ai giovani: “Consentiremo l’iscrizione gratuita per due anni. E’ giusto che queste eccellenze vengano premiate, la scuola enologica deve diventare sempre più riferimento per le nuove generazioni e laboratori di profili altamente qualificati”. Pieno sostegno all’iniziativa messa in campo dalla Provincia, che si intreccia con gli altri quattro poli immaginati ad Ariano, in Alta Irpinia, a Gesualdo e Montoro, anche dal rettore Manfredi.

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