La parola, l’altra metà del corpo

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Maurizio, penso che la capacità di comunicare, di mettere in comune idee, progetti, sensazioni, emozioni, sentimenti, sia alla base del successo personale di ognuno di noi. Quanto ed in che modo il teatro incide in tal senso sulla formazione tecnica e pratica dei tuoi allievi?

Maurizio Picariello …  Attore, Arte terapista, Formatore – Laboratorio Teatro 99 Posti Diplomato al corso O.S.A.T.E. Art Theatre Counselors (Istituto Teatrale Europeo) La sua formazione segnata in particolar modo, dalla “Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano”, dalla “Scuola Internazionale di teatro Jacques Lecoq di Parigi e dall’Odin Theatre”. E’stato allievo tra gli altri di Jos Houben, Maria Consagra, AnnaPaola Bacalov, Jordi Forcadas, Filippo Timi, Mariagiovanna Hansen, Francesco Niccolini, Salvatore Mancinelli. Attualmente impegnato come attore in una produzione italo-polacca e nella conduzione di numerosi gruppi laboratoriali.
Maurizio Picariello … Attore, Arte terapista, Formatore – Laboratorio Teatro 99 Posti
Diplomato al corso O.S.A.T.E. Art Theatre Counselors (Istituto Teatrale Europeo)
La sua formazione segnata in particolar modo, dalla “Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano”, dalla “Scuola Internazionale di teatro Jacques Lecoq di Parigi e dall’Odin Theatre”. E’stato allievo tra gli altri di Jos Houben, Maria Consagra, AnnaPaola Bacalov, Jordi Forcadas, Filippo Timi, Mariagiovanna Hansen, Francesco Niccolini, Salvatore Mancinelli. Attualmente impegnato come attore in una produzione italo-polacca e nella conduzione di numerosi gruppi laboratoriali.

Nei laboratori teatrali ogni incontro è il compimento di un piccolo progetto che avviene grazie alla creatività e alla tenacia di ogni componente del gruppo partecipante. La maggior parte degli esercizi mirano alla collaborazione del gruppo per il buon esito del compito affidato e questo è possibile solo attraverso l’ascolto reciproco, non solo delle opinioni ma anche delle emozioni e dei sentimenti che vengono messi in gioco di cui si deve sempre tener conto così da portare a termine ogni esercizio nella risoluzione e non nel conflitto.

Elena, siamo esseri empatici e poco logici, le emozioni dominano i nostri stati d’animo, i nostri pensieri, le nostre azioni quotidiane. Quali gli insegnamenti che il teatro offre e quanto ed in che modo i vostri laboratori insegnano a trattare l’argomento?

Le emozioni regolano la nostra vita ma non dobbiamo lasciarci dominare da queste. In teatro, nei laboratori, è importante insegnare o meglio educare al riconoscimento delle emozioni così da non doverci negare nessun tipo di sfumatura emotiva solo perché giudicata socialmente inaccettabile. Abbiamo la fortuna di poter interpretare clown, fantasmi o assassini senza dover subire alcun senso di colpa o di giudizio verso il loro operato.

Maurizio, quanto sono importanti le parole nel processo comunicativo, soprattutto se abbinate alla capacità di esprimere con il corpo emozioni congruenti?

Le parole in una sfera perfetta possono dirsi la metà del nostro processo comunicativo, l’altra metà è data dal corpo. In teatro viene data la medesima importanza ad ogni componente di questa sfera. La respirazione, l’emissione della voce, l’articolazione, la dizione sono tutti elementi che agiscono per favorire una corretta comunicazione e nei nostri laboratori vengono studiati attraverso appositi esercizi.

Elena, parlami del peso del linguaggio del corpo e di quanto incide sull’esito del processo comunicativo?

Elena Spiniello … Attrice, Arte terapista, Formatrice – Laboratorio Teatro 99 Posti Esperienza teatrale ultraventennale, la sua formazione segnata in particolar modo dalla “Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano” e dalla “Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq di Parigi”. Ha frequentato numerosi workshop con Antonio Latella, Studio Festi, Jos Houben, Maria Consagra, Alessandro Baricco, Manlio Santanelli ,Moni Ovadia, Luigi De Filippo, AnnaPaola Bacalov.  In teatro ha lavorato con Gigi Savoia, Patrizio Rispo, Enzo Toma, Francesco Niccolini e in numerose produzioni di teatro contemporaneo.
Elena Spiniello … Attrice, Arte terapista, Formatrice – Laboratorio Teatro 99 Posti
Esperienza teatrale ultraventennale, la sua formazione segnata in particolar modo dalla “Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano” e dalla “Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq di Parigi”. Ha frequentato numerosi workshop con Antonio Latella, Studio Festi, Jos Houben, Maria Consagra, Alessandro Baricco, Manlio Santanelli ,Moni Ovadia, Luigi De Filippo, AnnaPaola Bacalov. In teatro ha lavorato con Gigi Savoia, Patrizio Rispo, Enzo Toma, Francesco Niccolini e in numerose produzioni di teatro contemporaneo.

Alcune volte il corpo comunica di più di quanto le nostre parole dicano ed è fondamentale per un attore conoscere ciò che il proprio corpo sta dicendo altrimenti si corre il rischio di avere una comunicazione ambigua. La conoscenza di sé stessi, del proprio corpo, del proprio modo di usarlo nello spazio viene stimolata di continuo ed è alla base degli esercizi che noi utilizziamo, prima ancora del corretto uso della voce.

Maurizio, cosa indica per te la parola “Attore”?

Definire la parola “attore” sembrerebbe un gioco da ragazzi, anche un bambino sa di cosa stiamo parlando, infatti spesso i bambini alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondono “l’attore”, ma non possiamo definire questa parola solo appellandola come mestiere né con la spiegazione etimologica che ci fa ricondurre la parola al latino actoris, quindi agere cioè agire. Forse l’attore non può essere racchiuso in una definizione perché perderebbe la sua vitalità. L’attore è parola, gesto, emozione, sentimento, espressività, poesia.

Elena, cosa indica per te la parola “Teatro”?

Per me il teatro è quel luogo dove si dà forma ad un incanto. Non c’è bisogno di un palcoscenico e nemmeno di una platea, basta che ci sia qualcuno che in maniera artistica voglia comunicare al mondo un suo pensiero. C’è bisogno di qualcuno che abbia necessità di espressione e c’è bisogno di ascolto. Espressività ed ascolto in un rimando continuo e reciproco delle parti.

Una delle paure primordiali che coinvolge ogni uomo e donna è quella di parlare in pubblico, quanto il teatro aiuta a sviluppare autostima e sicurezza quando ci si pone davanti ad una folla di ascoltatori?

Questo varia in dipendenza dell’uso di cui ognuno fa delle conoscenze apprese e di quanto ci si è sperimentati nel metterle in pratica. La nostra base caratteriale viene a forgiarsi nei primi anni di vita fino a fortificarsi nell’adolescenza e definirsi nella fase adulta. Abbiamo però sempre la possibilità di superare piccoli limiti che noi stessi ci imponiamo nella paura del confronto con il mondo. Il teatro ci dona questa possibilità.

Una domanda per entrambi, quanto è importante saper emozionare positivamente il prossimo sia nella vita privata che in quella professionale?

In quella professionale è fondamentale. Sul palcoscenico vengono messi in luce conflitti, paure, desideri propri dell’uomo, archetipi che appartengono a tutti noi. La voglia di raggiungere il cuore dello spettatore per carezzarlo o la mente per una dura frustata penso sia presente nelle intenzioni di ogni specie teatrale partendo dal drammaturgo passando per il regista fino ad arrivare a tutte le altri componenti che si esprimono in una performance. Il teatro è emozione e non sempre deve trattarsi di un emozione positiva, può anche in taluni casi lasciare l’amaro in bocca.

Nella vita privata, nella relazione con il prossimo sarebbe auspicabile donare sempre emozioni positive ma questo credo resti solo un auspicio, l’essere umano ha così tante sfaccettate sfumature ed è così spesso preda di paturnie, volendo dirlo alla Audrey Hepburn, che la realizzazione di tale auspicio è facile resti un’utopia. In ultima analisi anche le emozioni negative sono importante per la crescita e la maturazione di un individuo dunque non bisogna demonizzarle!

Quanto è importante per la crescita dei ragazzi l’inserimento di laboratori teatrali all’interno delle attività scolastiche?

Da tempo noi lavoriamo nelle scuole di ogni ordine e grado. Il laboratorio teatrale, nella scuola o in altri contesti sociali, può avere un ruolo importante nel processo di crescita umana, oltre che culturale, della persona, fornendo strumenti, tecniche e metodologie attraverso questo grande gioco del “far finta di”, dell’ “immaginare come se”, del “mettersi nei panni di”. Un gioco dove la necessità della finzione costringe ad allargare il proprio pensiero per contenere quello che è “altri da sé”, che è diverso, che non rientra nei propri consueti schemi. Così attraverso il gioco del teatro impariamo a conoscerci e a sviluppare una coscienza di noi stessi in relazione agli altri.

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