Non è solo questione di soldi per il sistema PARQuET

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Ci siamo già interessati al tema della creazione di impresa, ed in particolare della creazione delle startup innovative. Come già detto (si veda post del 3 novembre) uno dei principali gap allo sviluppo delle imprese è la carenza di fondi. Ma la crescita di un ecosistema di startup non è solo questione di soldi. Dal punto di vista delle imprese la presenza di investitori istituzionali nazionali o esteri, rappresenta un importante stimolo per l’attrazione dei neo imprenditori. Sebbene le startup abbiano bisogno di soldi per crescere, i policy makers dovrebbero ragionare a più ampio spettro.

Molti sono gli interventi che un sistema territoriale dovrebbe porre in essere per divenire fucina di sviluppo fondato su startup innovative. Il primo intervento necessario è lo snellimento burocratico: pochi adempimenti con il minor numero di uffici, questo dovrebbe essere la filosofia di base. Un humus fertile per lo sviluppo dell’ecosistema startup si basa sullo snellimento amministrativo. Ancora meglio sarebbe se alcune delle pratiche e degli adempimenti fossero realizzati online. L’uso del web, infatti, è presupposto essenziale per una startup innovativa, forse lo è un po’ meno per la burocrazia nostrana.

Di pari passo allo snellimento burocratico, le amministrazioni pubbliche, dovrebbero garantire una tassazione agevolata alle nuove imprese. Spesso le agevolazioni vengono legate allo stato (dis)occupazionale, all’età o al sesso del nuovo stratupper. Sarebbe invece necessario legare agevolazioni fiscali e/o contributive alla creazione della startup e all’insediamento in un determinato territorio. Qualsivoglia tipo di intervento può essere utile: decontribuzione per i nuovi assunti, abbattimento delle aliquote fiscali sul reddito, eliminazione di tasse legate all’attività produttiva. Tutto questo, infatti, garantirebbe un effetto moltiplicatore: più imprese aumentano la base imponibile, più tasse (anche se a regime agevolato) garantiscono maggiori entrate alle amministrazioni pubbliche, ma anche nuovi posti di lavoro e di conseguenza più reddito distribuito e più consumi, con l’effetto, ultimo, dell’aumento della ricchezza del territorio. La giustifica usata da molte amministrazioni locali è che tutto questo possa avvenire solo a livello di Stato centrale, ma spesso gli amministratori anche di piccoli territori dimenticano le tante tasse (regionali o comunali) che potrebbero essere oggetto di intervento anche da parte di governi locali.

Le pubbliche amministrazioni locali, inoltre, potrebbero avere un ruolo fondamentale nella costituzione di un ambiente favorevole alle startup, grazie ad un’opera di contenimento dei costi degli alloggi, dei fitti di strutture per uffici, dei costi per i trasporti pubblici. I costi contenuti di alloggi e servizi dovrebbero coniugarsi con un’alta qualità della vita. La presenza di servizi efficienti, conoscenza delle lingue (almeno quella inglese) diffusa, presenza di servizi di supporto a imprese e imprenditori, sono tutti elementi che possono favorire l’attrazione di startup.

In particolare la presenza di servizi di supporto alle imprese risulta fondamentale. Da tempo si parla di un sistema di innovazione aperto (Open Innovation) perché non confinato più solo all’interno delle imprese, ma aperto, per l’appunto, a soggetti esterni. Le camere di commercio, le associazioni imprenditoriali, le agenzie di sviluppo per l’imprenditorialità, rappresentano attori esterni al sistema di imprese che hanno, però, un impatto notevole sulla competitività del sistema imprenditoriale. La loro partecipazione attiva rappresenta un altro presupposto essenziale per lo sviluppo delle startup innovative

Infine, ma non per importanza, c’è il ruolo svolto dai centri di ricerca, dai parchi scientifici, dagli incubatori e dalle università. L’esistenza di istituzioni dedite alla ricerca rappresenta il fulcro principale per la nascita di nuove idee (si pensi alle spin-off e al fenomeno attuale dell’università imprenditoriale). La realizzazione di ricerca di base e applicata può rappresentare il presupposto per il trasferimento di conoscenze, competenze e tecnologia. I parchi scientifici e gli incubatori, a loro volta, possono incentivare la crescita di sistemi diffusi della conoscenza, dell’innovazione e delle tecnologie, attraverso la realizzazione di luoghi di aggregazione di imprese dalla forte propensione innovativa. Tutte queste strutture pubbliche e private garantirebbe l’esistenza di luoghi di confronto, di acquisizione di conoscenze, di diffusione di innovazione e di propagazione di idee.

Per questo la creazione di un ecosistema di startup innovative non è solo questione di soldi, ma richiede la combinazione dell’operato della Pubblica Amminstrazione, del sistema della Ricerca in un contesto di Qualità della vita e di sviluppo dell’EnTrepreneurship che deve essere unico e vivace. Solo grazie alla realizzazione di un sistema PARQuET l’ecosistema startup sarebbe capace di: durare nel tempo, resistendo alla tipica usura di idee sporadiche e senza visione strategica; di realizzare performance economiche e innovative superiori, sia in numero di imprese costitute sia in termini di diffusione delle conoscenze e della tecnologia; di resistere alle crisi grazie all’eccellente isolamento da fenomeni più o meno sporadici, ma che troppo spesso creano vere e proprie scosse all’interno dei distretti e dei sistemi poco solidi.

L’operato congiunto di tutti gli attori garantirebbe infatti il conseguito di un successo sostenibile, capace di generare un circolo virtuoso fra amministrazioni-ricerca-impresa-qualità della vita dell’intero contesto territoriale.

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