Quarto, il M5S espelle il sindaco Capuozzo

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Roberto Fico, Rosa Capuozzo, Luigi Di Maio
Roberto Fico, Rosa Capuozzo, Luigi Di Maio

“Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione dal MoVimento 5 Stelle per grave violazione dei suoi principi. Perché siamo il MoVimento 5 Stelle e non un Pd qualsiasi”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blop in un post dal titolo ‘Noi nel M5S facciamo così #onesta”. Le parole del leader 5 stelle, Beppe Grillo, sono precedute da un post firmato M5s, nel quale si legge: “‘L’urbanistica e lavori pubblici oltre al PUC (Piano urbanistico comunale, ndr): queste sono le tre cose a cui mira e sta sclerando e sta facendo sclerare, perché scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta ricatta ma non ottiene niente perché io vado come un muro, non me ne frega più niente ormai”. “Io ho lottato per… con minacce per la casa… io ho detto… ma smantellatemi questa cazzo di casa, non faccio un passo indietro, ho subito minacce per qualsiasi cosa”. “Queste- scrivono i 5 stelle- sono le parole del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, intercettata, rispettivamente, il 24 novembre e il 16 dicembre 2015, in colloqui telefonici con i consiglieri comunali Concetta Aprile e Alessandro Nicolais. La camorra a Quarto ha perso, perché non è riuscita a incidere in alcun modo sull’amministrazione e tutte le richieste pervenute sono state rimandate indietro duramente. Ma dalle parole di Rosa Capuozzo è evidente che si è trattato di un caso di ricatto da parte dell’ex consigliere Giovanni De Robbio, al contrario di quanto da lei stessa sostenuto nelle sue dichiarazioni pubbliche e di quanto riferito ai membri del M5S nei diversi incontri avuti, in cui ha parlato di semplici pressioni politiche”. “È dovere di un sindaco del MoVimento 5 stelle denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorita’ ogni ricatto o minaccia che riceve- proseguono i pentastellati-. Perché noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalita’ organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta. E la nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l’onestà, ma nell’applicarla giornalmente. Come diceva Paolo Borsellino in riferimento alla necessaria pulizia da fare all’interno dei partiti, non bisogna soltanto essere onesti, ‘ma apparire onesti’, al di fuori di ogni dubbio e al di sopra di ogni sospetto”.

“Non ho mai saputo che la Capuozzo fosse sotto ricatto, o asserisse di esserlo parlando con suoi interlocutori. Di minacce, ricatti, tentativi di estorsione ho saputo leggendo le intercettazioni pubblicate dai giornali”. Così Roberto Fico, componente del direttorio M5s e presidente della Commissione Vigilanza Rai, che in un’intervista al Mattino sottolinea: “altrimenti avremmo fatto immediatamente partire le denunce, senza aspettare le decisioni di Rosa Capuozzo“. Fico torna anche sulle dimissioni chieste al sindaco: “se non lo fa verrà espulsa”. Se cioè Capuozzo, nel caso ‘disobbedisca’ a Grillo, continuerà la sua esperienza amministrativa senza insegne M5s? “Esatto. Non c’è una terza via, è una questione di chiarezza e trasparenza”. Fico nega che la richiesta di lasciare chiesta da Grillo al primo cittadino di Quarto sia un processo sommario: “no che non lo è. E’ il nostro sistema: Beppe Grillo svolge una funzione di garanzia. Grillo dà la certificazione, Grillo la toglie. Tra l’inizio e la possibile fine c’è un percorso in cui ci si muove nella massima libertà e autonomia, si discute, si sperimenta”. Il deputato spiega cosa il Movimento imputi al sindaco: “secondo quanto sta emergendo da un’inchiesta una parte dei voti che abbiamo ricevuto alle elezioni potrebbe essere inquinata. Al di là del numero di voti inquinati, vogliamo che a Quarto, per trasparenza massima, si vada a nuove elezioni”.

Fico esclude di andare nel comune napoletano: “non c’à nessun motivo di andare a Quarto. Il Movimento 5 Stelle lascia ampia, direi totale autonomia di azione ai sindaci sul territorio: non hanno bisogno di ‘padrini’ o referenti politici, io stesso non sono affatto referente di quella giunta come pure è stato scritto”.

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