Caso Quarto, è scontro tra Pd e M5S

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La tensione tra Pd e Movimento Cinque Stelle sul ‘caso’ di Quarto non accenna a diminuire. In attesa di domani, quando Rosa Capuozzo, primo cittadino del comune campano, sarà ascoltata dalla commissione parlamentare Antimafia, ad alzare lo scontro tra i Dem ed i Pentastellati sono le ricostruzioni di alcuni esponenti locali del Movimento come l’ex capogruppo in consiglio comunale Alessandro Nicolais che confermerebbero quanto detto dalla Capuozzo ai Pm e cioè che Roberto Fico e Luigi Di Maio fossero a conoscenza di quanto stava avvenendo nel comune partenopeo. Dichiarazioni poi corrette dallo stesso Nicolais che in un post su facebook chiarisce che i vertici M5s non sapevano nulla delle minacce ricevute dalla Capuozzo. La precisazione dell’ex esponente grillino consente ai parlamentari del Movimento di puntare ancora una volta il dito contro “la campagna diffamatoria in atto. Evidentemente – è l’accusa – la smentita ai media non interessa”.
Ma l’ipotesi che Fico e Di Maio fossero a conoscenza della situazione nel comune campano basta al Partito Democratico per chiedere a gran voce un chiarimento: “Per molto meno l’M5s ha somministrato condanne esemplari”, ricorda ad esempio il senatore Dem Andrea Marcucci. Ancora più duro il presidente del Pd Matteo Orfini che affida il suo ragionamento ad un lungo post su facebook: “Qualunque forza governi o amministri è esposta al rischio di infiltrazioni criminali. Nessuno è immune dal rischio. Ma chi ha la natura del Movimento 5 stelle rischia ancora di più. E la cronaca lo dimostra: governano una manciata di comuni e non ce ne è uno dove non ci sia un problema, tra espulsioni, opacità amministrativa, caos politico, infiltrazioni. E’ la storia di un fallimento drammatico. E’ il prezzo – scrive Orfini – che si paga a non avere una classe dirigente adeguata e all’assenza di una struttura democratica”.

E se il Pd fa la voce grossa, a puntare il dito contro i Ciquestelle però sono anche altri partiti come Forza Italia che con Francesco Giro invita i due componenti del Direttorio a dimettersi dal loro incarico: In questi giorni sia Di Maio che Fico ci hanno spiegato che nel movimento Cinque Stelle c’è la regola di fare un passo indietro di fronte al minimo sospetto. Allora dovranno immediatamente dimettersi dai loro incarichi dopo le clamorose dichiarazioni”.
Lo scontro politico però non si ferma solo al comune di Quarto, a finire nella contesa è ancora la Rai. In un post sul blog di Beppe Grillo dal titolo “la tv è fascista” i deputati pentastellati “denunciano il silenzio assordante sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini”.
Pronta la difesa bipartisan: il verdiniano Luca D’Alessandro bolla come “paradossali” le accuse alla Rai mentre il capogruppo Pd in commissione Vigilanza evidenzia “l’allergia M5s alla regole democratiche. Vorrebbero – dice Peluffo – che la Rai si riducesse a passare le loro veline”. Chiosa sul filo dell’ironia Orfini, presidente Dem: i grillini non possono scaricare le responsabilità sugli altri, “ora sul Pd, ora sui giornalisti, domani magari su un’invasione aliena”.

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