Scola, Camera ardente: c’è anche Avellino

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Il regista Tornatore alla Camera ardente di Scola

Quattro persone hanno portato la bara di Ettore Scola, morto il 19 gennaio a 84 anni, alla Casa del Cinema di Roma dove, dalle ore 10, si è aperta la camera ardente per il pubblico. Ieri, mercoledì 20 gennaio, l’addio al regista era stato riservato ai parenti, la moglie Gigliola e le figlie Paola e Silvia, e stretti conoscenti, come il regista Giuseppe Tornatore. Tra i primi ad arrivare alla Casa del Cinema ci sono l’amico Walter Veltroni, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il deputato di Sinistra italiana Stefano Fassina, il regista Enrico Vanzina, l’attrice Simona Marchini, Eugenio Scalfari, Walter Veltroni, Pier Ferdinando Casini, Simona Marchini e Carlo ed Enrico Vanzina. Ettore Scola, ricordiamo, era nato a Trevico, in provincia di Avellino, nel 193. Ed infatti, anche l’Irpinia tutta lo ricorda. “La morte di Ettore Scola lascia un vuoto profondo nella cultura cinematografica italiana. Un grande regista, figlio della nostra terra, che con i suoi capolavori ha saputo raccontare l’Italia che si riscattava dal fascismo cercando di dimenticare la guerra e ha certamente contribuito a far conoscere meglio il nostro Paese”.  È il ricordo commosso del sindaco Paolo Foti che così annuncia anche la partecipazione del Comune di Avellino alla camera ardente. A dimostrazione dell’affetto e dell’immensa riconoscenza verso un grande maestro e regista della nostra terra il Comune sarà infatti presente quest’oggi, giovedì 21 gennaio, alla camera ardente alla Casa del Cinema di Roma con l’assessore alla cultura Teresa Mele, con il gonfalone comunale e con un picchetto d’onore della Polizia Municipale di Avellino. Ed oggi “Il Quotidiano del Sud” è uscito in edizione speciale con un inserto di dieci pagine che racconta la vita e l’opera del grande regista irpino.

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