Social, l’antropologo: non più di 150 amici

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Cinque sono le persone su cui si può contare, anche nei momenti di profonda difficoltà; centocinquanta, le persone vicine a livello emotivo; cinquecento, invece, i conoscenti, con i quali, al massimo, ci si scambia un saluto per strada. Robin Dunbar, psicologo e antropologo dell’università di Oxford, ha intervistato 3300 persone tra i 18 e i 65 anni, dei quali l’85% usa ogni giorno i social network, per calcolare il numero giusto di amici che un essere umano riesce a gestire. e ha concluso la sua ricerca stimando che le misure perfette dell’amicizia sono racchiuse in tre numeri: 5, 150 e 500. L’analisi, sorretta dal concetto della social brain hypothesis e pubblicata sul Royal Society Open Science, sostiene che oltre una certa cifra il nostro cervello non riesce a gestire i rapporti sociali.

Il dato si sposta di poco se si analizzano le amicizie su Facebook. Dunbar, infatti, nel corso della sua indagine, ha scoperto dagli intervistati che si è portati a socializzare meno per via della mancanza di tempo. Inoltre, nei 155 amici di media, posseduti da ognuno dei soggetti interrogati, questi hanno dichiarato che solo il 28% è autentico e che le persone fidate scendono da 5 a 4.

Su Facebook il concetto di “amicizia” – sostiene lo psicologo inglese – è alterato: quelli che vengono definiti “amici” in rete, in realtà non sono più di semplici conoscenti. Ciò è confermato dalle statistiche del “faccialibro”: su una media di 155 amici, solo cinquanta sarebbero veri amici.

Sul perché i veri amici, nonostante viviamo nell’epoca dei social network dove alimentare un’amicizia sarebbe più agevole, siano limitati a poche decine, Dunbar non ha dubbi: “Un rapporto di amicizia, per essere mantenuto, necessita, di tanto in tanto, di un incontro reale”.

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