A marzo il Codice deontologico dei commercialisti

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Una nuova deontologia per i commercialisti. Il codice della professione entrerà in vigore a partire dal primo marzo prossimo con delle novità importanti, frutto di tanti interventi legislativi applicati negli ultimi anni. Centrale il rapporto tra professionisti e clienti, per stabilire regole di comportamento chiare e precise, soprattutto nei casi di subentro tra colleghi nella gestione del cliente. Nel nuovo Codice è espressamente prevista la facoltà di concordare con il cliente, in caso di suo recesso, la possibilità di un indennizzo del professionista. Sempre in tema di trasparenza nei rapporti, viene introdotta la definizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico. Un preventivo di massima, comprensivo di spese, oneri e contributi, viene allegato al mandato scritto.

Cambiano le regole anche per quanto riguarda il tirocinio, e le novità vanno incontro ai tirocinanti, che fino ad oggi percepivano un compenso dopo i primi sei mesi di pratica. Da marzo saranno retribuiti a partire dal primo giorno di lavoro. Rafforzate anche le misure per ilcontrasto all’esercizio abusivo della professione. Da marzo accanto alla sanzione per chi esercita abusivamente è prevista la denuncia anche per il commercialista che copra o non denunci pseudo colleghi.
Interessante e innovativo anche ciò che è stato inserito nell’ ambito delle norme sulla pubblicità. Sono state introdotte specifiche disposizioni in merito all’ utilizzo del titolo accademico (professori, docenti associati ecc.). Inoltre nel Codice è stato anche specificato il divieto di inserire riferimenti commerciali o pubblicitari nei siti web degli iscritti.

Il nuovo codice è stato approvato dal Consiglio nazionale e sarà allegato anche da un Codice delle sanzioni diretto a fornire ai Consigli di disciplina indicazioni uniformi sull’applicazione delle penalità in caso di violazione delle norme deontologiche superando quindi un’anomalia per la quale ai commercialisti, a seconda dell’Ordine al quale sono iscritti, vengono comminate sanzioni differenti per identiche violazioni delle disposizioni deontologiche.

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