Calcio, 40 anni di inchieste e scandali

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Questa volta il nome dell’inchiesta non finisce in –opoli, come successo con Scommessopoli o Calciopoli (che riportano alla mente Tangentopoli), ma si parla di “Fuorigioco”: 64 indagati, tra cui spiccano i nomi dell’ad del Milan, Adriano Galliani, dell’ex presidente della Juventus, Jean Claude Blanc, del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, del presidente della Lazio e co-patron della Salernitana, Claudio Lotito, dell’agente di calciatori, Giovanni Moggi (figlio di Luciano, coinvolto nel 2006 nell’inchiesta Calciopoli, partita sempre dalla procura napoletana) e di alcuni calciatori ed ex calciatori, tra i quali Ezequiel Lavezzi ed Hernan Crespo. L’ipotesi di reato è “evasione fiscale e false fatturazioni”. I fatti incriminati si riferiscono al periodo compreso tra il 2009 e il 2013: i procuratori degli atleti – sostengono gli inquirenti – “provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi”. Le società, dal canto loro, avrebbero omesso il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali, nonostante l’importo pagato dal club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore.
Insomma, dalle partite truccate alla finanza truccata: un grosso “salto di qualità” rispetto alle inchieste del passato.
L’ultimo scandalo, in ordine di tempo, infatti, è quello che ha visto protagonista, lo scorso anno, il presidente reo confesso del Catania, Antonino Pulvirenti, coinvolto in un giro di scommesse per salvare la squadra etnea dalla retrocessione.
O ancora, nel 2011, quando, in un’altra pagina nera del calcio, denominata Scommessopoli, sono coinvolti calciatori, dirigenti, società di serie A, B, Lega Pro e Dilettanti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e dove – si è scoperto – gli atleti erano pronti a (s)vendere lo sport con l’aiuto di organizzazioni criminali.
Nel 2006, invece, alla vigilia dei Mondiali in Germania, un altro scandalo, destinato a devastare immagine e credibilità del calcio italiano, si abbatte nel Belpaese: Calciopoli. Si scopre che alcuni dirigenti, tra cui Luciano Moggi, avevano contatti con i designatori arbitrali, per decidere a tavolino l’esito delle gare.
Andando ancora indietro negli anni, un vero tornado sul calcio italiano si abbatte nel 1980, quando un commerciante romano inviò alla Procura di Roma un esposto, sostenendo di essere stato truffato da alcuni calciatori della Lazio. Avrebbe dovuto ricevere “soffiate” dai giocatori biancocelesti ma dopo aver perso grosse somme di denaro decise di denunciare il tutto. Dopo 3 settimane la magistratura fece arrestare diversi tesserati di serie A, tra cui Bruno Giordano, Paolo Rossi, Beppe Savoldi e Giuseppe Dossena.
Con l’operazione di oggi, si assiste ad un cambio di attori e di canovaccio ma il protagonista è sempre il calcio, lo sport più amato dagli italiani. Nonostante tutto.

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