De Luca, in aula la mozione di sfiducia

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Regione Campania

Il tempismo non coincide con la liturgia di un’aula consiliare e il caso si è “sgonfiato” già pochi giorni dopo essere esploso. Resta da conoscere l’epilogo giudiziario, ma per quello politico manca solo il passaggio che verrà formalizzato domani dal Consiglio Regionale della Campania. Vincenzo De Luca affronterà domani in aula il secondo dibattito sul caso “Mastursi”. Il primo è stato affrontato dopo le comunicazioni dello stesso presidente della Regione Campania, rinviate una prima volta per la protesta dei sette consiglieri del Movimento 5 Stelle e poi ripreso nella seduta successiva. Ma domani si discuterà la mozione di sfiducia presentata dal capogruppo di Forza Italia Armando Cesaro. Le cronache sono note: l’ex capo di gabinetto di Palazzo Santa Lucia Nello Mastursi allontanato dal suo incarico per essere finito sotto inchiesta da parte della procura di Roma che si è imbattuta in un “triangolo” di macchinazioni, più millantate che praticate, per “aggiustare” il processo di sospensione del governatore condannato in primo grado e sottoposto agli affetti della legge Severino. Mastursi, due avvocati, un giudice in una girandola di intercettazioni dove si lascia intendere che la nomina a manager in aziende sanitarie per un avvocato possa convincere la moglie di questi, giudice relatore nel procedimento di sospensione, ad allontanare lo spettro di una Regione governata da un vice facente funzioni. De Luca si è sempre difeso sostenendo di non essere a conoscenza delle relazioni “particolari” del suo braccio destro e ha sempre ribadito che la nomina pretesa in realtà non c’è mai stata. Ma le giustificazioni non sono bastate all’opposizione per rinunciare alla messa in stato di accusa del presidente. E domani il dibattito, con l’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che su Twitter lancia l’hashtag #peggiorpresidente, tanto per non creare suspance attorno al suo intervento di domani nel dibattito.

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