Fca: slitta il piano Alfa, allarme per Pomigliano

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Mercato auto in crescita

Fca, come si sa, ha dovuto rivedere i piani annunciati per Alfa, slittando al 2020 quelli che erano previsti per il 2017 e il 2018. Una scelta che, secondo il sindacato, potrebbe mettere in difficoltà stabilimenti come quello di Pomigliano dove la sola produzione di Panda alla lunga potrebbe non bastare a saturare l’ organico. Intanto nel 2015 tutti i principali risultati sono andati nella parte alta della forchetta, alcuni superando le previsioni. Includendo Ferrari che è stata scorporata lo scorso 3 gennaio, i ricavi sono cresciuti del 18% raggiungendo i 113,2 miliardi di euro, l’ Ebit adjusted è aumentato del 40% a 5,3 miliardi (rispetto ai 3,8 del 2014), l’ utile netto adjusted del 91% a 2 miliardi rispetto agli 1,1 del 2014. L’ utile netto è invece diminuito di 255 milioni, da 632 a 377 milioni «a causa degli oneri registrati nel terzo trimestre per la variazione delle stime per riflettere l’ attuale contesto normativo e le campagne di richiamo». L’ aumento dei ricavi e dell’ Ebit è quasi del tutto dovuto alla crescita dell’ area Nafta (il Nord America, +17,5 miliardi), il miglioramento della regione Emea è andato infatti a compensare le frenate dell’ Asia-Pacifico e, soprattutto, il Sud America dove l’ Ebit adjusted ha perso 376 milioni, da +289 a -87. Nel mondo è stato consegnato lo stesso numero di veicoli del 2014 (4,6 milioni). Per l’ anno in corso l’ obiettivo dei ricavi è superare i 110 miliardi, quello dell’ Ebit adjusted andare oltre i 5 miliardi, quello dell’ utile adjusted più di 1,9 miliardi. Nel rivedere il piano per il 2018 Marchionne ha confermato che ci sarà un rallentamento dei programmi e degli investimenti Alfa Romeo i cui obiettivi slitteranno al 2020.

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