Immigrazione clandestina: Canzio, reato inutile

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Approvazione per le riforme della giustizia fatte dal governo Renzi nel settore civile e penale. Ma anche una sferzata all’esecutivo perché riformuli il reato penale di immigrazione clandestina – “inutile e dannoso” – sanzionandolo solo dal punto di vista amministrativo. Necessario anche riespandere la prescrizione, evitare il ricorso a leggi speciali contro lo jihadismo, smetterla con la bulimia legislativa, e procedere sul terreno della semplificazione. Questi i punti centrali toccati dal Primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio – insediatosi il 7 gennaio dopo aver guidato con successo la Corte di Appello di Milano – nella sua Relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016. La cerimonia, introdotta dal ‘corteo degli ermellini’, si è svolta nell’Aula magna della Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle alte cariche dello Stato – il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Guardasigilli Andrea Orlando – oltre a giudici della Consulta, componenti del Csm, come il vicepresidente Giovanni Legnini, dell’Anm, come il presidente Rodolfo Sabelli, e dell’avvocatura.

Canzio ha esordito rivolgendo ai cittadini “un messaggio di speranza, fiducia e impegno per una più feconda stagione della Giustizia” e ha proseguito con l’affondo sul tema caldo dell’immigrazione clandestina. “La risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti”, ha detto la toga più importante del Paese incassando, subito, l’impegno di Orlando. “Ci adopereremo nel quadro di una ridefinizione delle regole che disciplinano il fenomeno migratorio per il superamento del reato di immigrazione clandestina”, ha promesso infatti il ministro nel suo intervento. Canzio ha proseguito richiamando il Legislatore alla necessità di “depotenziare” l’attuale prescrizione che decorre “addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado”.

Nel nome dei tanti magistrati caduti in difesa della democrazia – a partire dal giudice Emilio Alessandrini, ha ricordato anche le vittime della Shoah e i caduti nella Resistenza – ha chiesto di non adottare leggi speciali nella lotta al crimine organizzato e al terrorismo, compreso quello jihadista, da combattere nella cornice della Costituzione.

Da evitare in tutti i settori – ecco un altro appello al Parlamento – interventi “sul tessuto normativo con modifiche troppo frequenti, spesso ispirate a logiche emergenziali” che non creano certezza e uniformità delle decisioni. Il Primo presidente, che rimarrà in carica solo un anno, ha inoltre chiesto il via libera a governo e Csm per un piano straordinario di interventi per la Cassazione che affoga nei ricorsi e deve smaltire 105mila cause civili pendenti da oltre tre anni il grosso delle quali è di materia fiscale e del lavoro. Ha suggerito la creazione di sezioni specializzate tributarie nei tribunali e nelle corti di appello.

Legnini gli ha assicurato il suo appoggio e quello di Palazzo dei Marescialli, e ha battuto il tasto sulla tensione etica che le toghe devono mantenere per evitare casi recenti che hanno denotato “opacità e comportamenti anomali”. “Anche una sola caduta, un solo cattivo esempio, fa danno all’intera magistratura”, ha sottolineato Sabelli. Sono state 135, nel 2015, le toghe sotto ‘processo’ disciplinare ha reso noto il Procuratore generale Pasquale Ciccolo – anche lui tra gli intervenuti – un calo del 25% rispetto al 2014. Migliaia gli esposti dei cittadini contro i giudici dai quali sono emerse violazioni ma sarebbe meglio, secondo il Pg, se il Csm si occupasse di più delle “valutazioni di professionalità”.

Solo tre le tanto temute azioni di risarcimento danni da responsabilità civile. Il Pg ha anche deplorato i “processi paralleli” in tv e il poco riserbo di alcuni pm. Contro la “spettacolarizzazione” del processo penale e il “protagonismo auto promozionale di avvocati e magistrati” ha preso posizione anche Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense e Beniamino Migliucci, presidente delle camere penali.

In vista del voto finale sulla legge Cirinnà, Orlando ha richiamato la politica a fare la sua parte se vuole evitare che i giudici esercitino il ruolo di “supplenza”. “Con orgoglio possiamo dire che l’Unione Europea è tuttora la regione del mondo in cui più ampio e più protetto è lo spazio incomprimibile dei diritti fondamentali”, ha proseguito Orlando dicendo ‘no’ a muri e frontiere affinché lo spazio Schengen rimanga aperto.

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