Uguali diritti per chi lavora da “remoto”

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Il Consiglio dei Ministri ha disciplinato anche il lavoro agile, modalità di lavoro subordinato svolto in parte da “remoto”, con smartphone o computer: il lavoratore ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei suoi colleghi che svolgono la stessa mansione, così come potrà beneficiare della detassazione del premio di produttività. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’ esterno dell’ azienda. Per Maurizio Sacconi (Ap) l’ esame parlamentare «potrà consentire di approfondire tutti i profili del cambiamento dall’ orario di lavoro alla smaterializzazione del luogo fisico alla retribuzione a risultato». Cesare Damiano (Pd) sottolinea «la deducibilità fiscale delle spese per la formazione ma chiede il blocco dell’ aliquota previdenziale al 27% oltre il 2016 ed in modo strutturale».

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