Boom di stranieri che comprano casa in Italia: +18%

0
546

Gli stranieri vogliono comprare casa in Italia. Segna, infatti, un +18% il bilancio delle richieste in arrivo dall’estero per immobili italiani. Lo segnala Gate-away.com il portale dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in Italia. Nel report stilato per l’analisi dell’andamento del 2015 emergono dati interessanti. Primo fra tutti l’aumento consistente delle preferenze espresse dagli stranieri per regioni come Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Marche. Stesso trend positivo per Abruzzo e Lombardia, annunciato però già nelle analisi parziali che Gate-away.com predispone periodicamente. In termini di posizioni, nella tradizionale classifica delle preferenze che monitora le istanze in arrivo da 120 Paesi, i primi posti sono occupati da Toscana, Liguria e Puglia, regioni seguite da Lombardia, Sardegna, Abruzzo e Sicilia. Chiudono la top ten Umbria, Piemonte e Marche. “L’attenzione prestata alla ricerca di un immobile – dichiara Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – si è concentrata in primavera ed estate, con una forte crescita nel mese di maggio, che registra quasi il 60% in più di ricerche rispetto allo stesso mese nel 2014. La media del budget disponibile è di 562mila euro, ma oltre il 32% delle richieste è indirizzata ad immobili con valore compreso fra i 100 e i 250mila euro. Le istanze per immobili di lusso, con valore superiore ai 500mila euro e oltre il milione, rappresentano una buona fetta, sopra al 14%. In questo caso – aggiunge Simone Rossi – è significativa la presenza degli indiani al secondo posto della classifica dei tetti di spesa, con un budget medio di 670mila euro, dietro ai 990mila euro dei Sauditi. Considerevoli anche le disponibilità relative alle richieste in arrivo da Israele, con una media di 410mila euro, e dal Sud Africa con 534mila euro”. Le richieste dall’India sono aumentate del 76% rispetto all’anno passato e in forte crescita sono paesi meno scontati come Argentina (+48,15%), Australia (46,58%), Norvegia (+34%) e Israele (28,95%), appunto. “La novità del 2015 – commenta Walter Di Martino, responsabile marketing di Gate-away.com – è lo sviluppo di regioni come il Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, che seppur non rientrando nelle top ten delle preferenze, registrano performance impressionanti: rispettivamente una crescita del 83,17% e del 74,76%. In questi ultimi mesi abbiamo rilevato da parte dei media internazionali un discreto interesse per location in montagna legate agli sport invernali”. In riferimento alla classifica delle prime dieci regioni più richieste, Lombardia, Abruzzo e Marche hanno registrato crescite superiori al 40% rispetto all’anno precedente: le istanze per queste regioni arrivano soprattutto da UK, Stati Uniti e Germania, rispecchiando la tendenza delle nazionalità registrata da Gate-away.com per il 2015, che vede nelle prime posizioni inglesi, americani e tedeschi, seguiti da francesi e belgi. Le capitali da cui arrivano più richieste sono Londra, Parigi, Stoccolma, Bruxelles e Monaco. Cosa cercano gli stranieri? Solitamente la scelta cade per proprietà già abitabili o anche da ristrutturare, immobili indipendenti – più case che appartamenti – e la piscina non risulta essere un elemento determinante, come invece poteva suggerire l’immaginario collettivo che collega lo straniero all’acquisto di villa con piscina. Una delle tendenze emergenti che riguarda investitori ‘abituali’ come inglesi e americani, è quella della ricerca di luoghi meno inflazionati dal turismo di massa: la bellezza del paesaggio rimane sempre un imperativo da soddisfare. Ma chi è il potenziale compratore estero alla ricerca di una seconda casa in Italia? La maggioranza degli utenti attivi nelle ricerche e nell’invio di richieste è di sesso maschile (65,42%), mentre la fascia di età più consistente è quella fra i 55 e i 64 anni, pari al 40% delle istanze. Significativa la fetta di domande in arrivo da soggetti che si trovano fra i 35 i 54 anni (oltre il 30%): segno che una discreta disponibilità economica non è forse solo più una prerogativa di chi è in procinto di andare in pensione, già sognando il “buen retiro” in Italia.

Print Friendly, PDF & Email