Agenda digitale, in banca lavoro per 1.500 giovani

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Dopo la sigla dell’accordo tra sindacati e Unicredit, parla – al Sole 24 Ore – il responsabile delle risorse umane del gruppo, Paolo Cornetta. Dal gruppo, dunque, usciranno 2.700 bancari, volontariamente e con un incentivo. La banca, per la fase due ha infatti scelto di utilizzare il fondo di solidarietà. “È importante il costo, da mettere in conto in tutti i processi di cambiamento, però riteniamo altrettanto importante la sostenibilità sociale – spiega Cornetta -. Non abbiamo mai messo in discussione il ricorso agli ammortizzatori sociali del settore”. Oltre alle uscite il piano prevede anche l’ ingresso di 700 giovani che vanno ad aggiungersi agli 800 dell’ accordo del 2014 e alle 670 stabilizzazioni. Numeri che portano quasi a uno a due il rapporto tra entrate e uscite. “Quando facciamo questo tipo di accordi oggettivamente non partiamo mai da un rapporto così diretto nel calcolo delle uscite e dei nuovi ingressi. Le uscite sono determinate da analisi di carattere organizzativo e di taglio dei costi. Sui nuovi ingressi abbiamo preso l’ impegno di assumere 1.500 giovani che si sommano alle stabilizzazioni di persone che già lavorano in azienda e che danno il senso dell’ investimento sul futuro”. I giovani sono uno degli anelli fondamentali del percorso del gruppo Unicredit verso la digitalizzazione. «”ambia il modo di fare banca e di servire i clienti, e i nativi digitali aiutano questo processo. L’ obiettivo era certamente quello di raggiungere i risultati economici, ma va sottolineato anche il segnale positivo che abbiamo dato al paese. Nell’ arco di 12 mesi diamo un’ opportunità di lavoro a 1.500 giovani, a cui si aggiungono le stabilizzazioni: questo è un fatto molto importante con cui la banca ha voluto dare anche un respiro sociale al piano”. La diffusione della cultura digitale sarà sostenuta dalla staffetta generazionale, così come dalla formazione e dalla tecnologia.

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