Lalli, il poeta e Sanremo: “La vera musica è altrove”

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Gianluca Lalli

Cantautore, poeta e scrittore, nasce ad Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno nel 1976. Lui è Gianluca Lalli, con la musica nel sangue, con la musica nel dna da sempre. I suoi testi spesso attingono dalla letteratura, un’altra grande passione del cantautore marchigiano. I suoi maestri in ambito letterario sono i poeti maledetti francesi, tra cui spiccano Rimbaud e Baudelaire. Ma le canzoni prendono spunto anche dalla letteratura americana, con scrittori del calibro di Henry Miller, Jeck Kerouac, John Fante, Aldous Huxley, George Orwell. Binomio quello tra letteratura e musica che si sposerà felicemente nell’album di esordio degli Ucroniutopia dal titolo “Il tempo degli assassini”, titolo ispirato dalla poesia “Mattinata d’ebbrezza di Arthur Rimbaud”. Nel disco del 2011 si trova anche una canzone tratta da una poesia di Baudelaire, “Il vino dell’assassino”, di cui Lalli ha realizzato un videoclip che è stato proiettato sull’emittente nazionale MTV, nel programma MTV New Generation. Un altro suo videoclip, “ Il Lupo”, ha vinto il Premio Hard Rock Cafè 2013 ed è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia per aver vinto il concorso Pasinetti. Gianluca Lalli è atteso da una due giorni in Campania: sabato 13 febbraio sarà a Scafati, domenica 14 ad Avellino, a Casina del Principe.

Poesie, canzoni, videoclip. Gianluca, sei un artista a 360 gradi. Ci parli del libro “La Bella che è Addormentata”?

“La bella che è addormentata “ è il mio penultimo lavoro dato che a dicembre è uscito il mio nuovo libro “Dal vangelo secondo me” un romanzo storico. “La bella che è addormentata “ altro non è che una raccolta della mia attività artistica ventennale. Il libro è una raccolta di tutte le mie canzoni, ci sono brani dei due dischi fatti finora ,quello del 2011 dal titolo “Il tempo degli assassini” e quello più recente del 2014 “La fabbrica di uomini”  a cui ha collaborato il maestro e amico Claudio Lolli con un brano scritto da lui ed interpretato da me dal titolo “Il grande freddo” Inoltre nel libro ci sono anche le mie poesie e gli aforismi e dunque un’antologia delle mie opere prodotte finora. Questo libro è diventato poi uno spettacolo teatrale, è nato con una  collaborazione con il quintetto di archi di Avellino, i Cimarosa Quintet,  capitanati dall’amica violinista Patrizia Maggio, Pietro Calzolari anch’egli violinista, AnnaBruna  Corrado al violoncello, Simone Basso alla Viola e il maestro Vincenzo di Somma al contrabbasso che si è occupato anche degli arrangiamenti dei brani. Lo spettacolo però non è soltanto un concerto musicale ma ha anche una parte poetica, ci sarà  nella seconda parte dello spettacolo la lettura delle mie poesie interpretate da me medesimo La prima data ufficiale dello spettacolo  è Sabato 13 febbraio alle 22 al Teatro Fojer 900 di Scafati. Ovviamente non trascuriamo l’importanza del messaggio dello spettacolo che è fondamentale, mi aspetto da coloro che vedranno lo spettacolo un risveglio , mi auguro che questo spettacolo serva ad aprire dei dubbi nella mente delle persone, che porti lo spettatore a farsi delle domande ,che in questa società hanno sempre meno considerazione ma che invece sono fondamentali per la nostra esistenza, domande come: chi siamo? o cosa stiamo facendo delle nostre vite?  se non addirittura: chi è muove i fili?

Sei partito da un piccolo paese delle Marche e ora stai avendo grande successo. Che consigli daresti ai giovani che vivono in posti meno “fortunati”, come le aree interne della Campania?

Il consiglio che mi sento di dare ai giovani è quello di credere in quello che si ama, credere in se stessi, purtroppo l’Italia non è un Paese che da opportunità di nessun tipo. La mia generazione non ha diritto neppure ad avere un lavoro ,quindi l’opportunità bisogna crearsela, bisogna rimboccarsi le maniche e fare  come i piccoli artigiani di un tempo, lavorare seguendo la propria indole e combattendo ogni giorno per realizzare i propri desideri. Questo mondo cosi com’è non certamente non  bello, esiste da troppi millenni e non si riuscirà in un solo giorno a cambiare le cose….. Ci vuole coraggio.

Hai avuto successo anche al Festival del Cinema di Venezia. Quali sono state le tue impressioni?

Al Festival del cinema è stata una bella emozione ma  ho semplicemente dimostrato per una volta che i soldi non sono tutto, che le idee, la fantasia la creatività  valgono molto di più, purtroppo questa situazione  è stata un’eccezione, di solito invece ogni cosa ha un prezzo.

A proposito di Festival, cosa ne pensi di Sanremo?

Sanremo rappresenta in pieno l’Italia: corruzione, mazzette, ipocrisia e zero arte. In una parola il Festival  è a misura di un popolo come quello italiano disorientato dalla politica e dalle  multinazionali che impongono  mode di consumo. Sanremo è il festival dei fiori appassiti, la musica è altrove.

I tuoi prossimi progetti?

Tantissimi nuovi progetti; un disco nuovo, due videoclip ed ho in mente anche un film, ma per ora mi concentro su questo spettacolo sperando che mi dia tante soddisfazioni insieme ai miei compagni di avventura ,sperando che oltre al successo tutto questo serva a scuotere gli animi spesso troppo sepolti di tutti noi…. grazie della vostra disponibilità… .

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