Contrattazione, la Cgil attacca Confindustria

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Cgil, si cambia

Contrattazione, la Cgil sfida Confindustria. “Ci accusano di essere vecchi, ma i veri conservatori sono loro. Sono gli unici a non aver risposto alle nostre proposte”. Il segretario nazionale Franco Martini, ad Avellino per un incontro con i quadri e i delegati dell’organizzazione irpina, alza il sipario sulla proposta di piattaforma di contrattazione definita di concerto con Cisl e Uil. “La nostra proposta guarda a tutti i lavoratori. Vogliamo superare il duopolio tra chi ha più tutele e che non ne ha, o ne ha poche. Il lavoro è cambiato, ed è giusto riposizionarsi su nuovi modelli. Le tutele del lavoro vanno riviste e, soprattutto, allargate”. In riferimento al secondo livello della contrattazione il sindacato auspica un trasferimento di competenze dal contratto nazionale, “investendo su innovazione e qualità, piuttosto che sul taglio dei costi. La contrattazione aziendale – aggiunge Martini – va allargata a realtà territoriali spesso ignorate, come distretti o filiere produttive”. Nella proposta di Cgil, Cisl e Uil si punta anche sull’incremento del potere d’acquisto delle retribuzioni. “Il salario dovrà tener conto, oltre che delle dinamiche macroeconomiche regolate dall’inflazione, anche di indicatori di crescita economica e andamenti settoriali”. Attenzione anche al miglioramento delle condizioni di lavoro. “Oggi c’è meno lavoro ma sono aumentati gli infortuni e le morti. Questo perché le imprese hanno cercato di aumentare la produttività incrementando solo gli orari di lavoro”. Al suo fianco il segretario provinciale Vincenzo Petruzziello. “La sfida della crescita e dello sviluppo si vince investendo sulla qualità e l’innovazione non tagliando diritti e salario”.

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