Boom cigs a gennaio, +69%. Uil: Dati preoccupanti

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Aree di crisi, primi fondi

Sono circa 335 mila i posti di lavoro salvaguardati dalla cassa integrazione, di cui 280 mila dalla cassa integrazione straordinaria. Gestione, questa, che ha registrato, rispetto a gennaio dello scorso anno, un aumento del 69,6% per un ammontare complessivo di ore autorizzate pari a 47,6 milioni. A lanciare l’allarme è la Uil.
“Questi dati, drammaticamente preoccupanti – ha commentato il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, – se visti sotto il profilo della perdurante e forte crisi del nostro tessuto produttivo, lo diventano maggiormente se consideriamo il blocco amministrativo che ha riguardato la cassa integrazione ordinaria, tanto da determinare una più che anomala flessione dell’80,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 (in 47 Province neanche un’ora autorizzata) e la diminuzione della cassa integrazione in deroga (- 13,9%) per insufficienza di risorse e per le ristrettezze temporali decise dal Governo (3 mesi massimo in un anno)”.
Complessivamente, con 56,9 milioni di ore, il primo mese di quest’anno ha registrato, pur con le anomalie burocratiche descritte, sempre sullo stesso mese del 2015, un aumento di ore di cassa integrazione del 12,8% (incremento che investe 6 regioni, con il picco più alto in Piemonte +309,1%).
A fronte della già decritta flessione generalizzata in tutte le regioni della cassa integrazione ordinaria (dato quindi non attendibile), con l’unica eccezione della Provincia Autonoma di Bolzano con + 189%, la gestione straordinaria è aumentata in 5 Regioni con in testa il Piemonte (+635,9%).
Non meno preoccupante, secondo Loy, è il confronto su dicembre del 2015: a gennaio sono in aumento le ore autorizzate del 33,9 % con un drammatico +70,4% della Cassa Straordinaria e una tenuta della Cassa in deroga con un – 3,6%. Colpiscono, anche in questo caso e sempre tenendo conto della non attendibilità dei dati sulla Cassa Ordinaria, la crescita in Molise (+ 568 %), Piemonte (+560%), a Bolzano (+330%) e Toscana (+140%). Tra blocchi amministrativi, assenza di risorse, riforma di un sistema di sostegno al reddito che “è stato ridimensionato nella possibilità di accesso e, soprattutto, in presenza di una crisi che ancora presenta, in molti settori e in molte aziende, un termometro a febbre alta, la maggiore preoccupazione – ha osservato il sindacalista – è per i potenziali riflessi che, sul tessuto occupazionale, porterà quest’assenza prolungata di politiche di sviluppo che rimettano in moto il nostro Paese”. Il governo avrebbe un’importante occasione per rivedere “le norme restrittive regolate dal Jobs Act: le modifiche ai decreti sugli Ammortizzatori sociali, come previsto dalla legge, dovrebbero cogliere l’esigenza di rafforzare la protezione sociale e, quindi, la Cassa integrazione, in una fase di ancora troppo bassa crescita e di diffuse crisi aziendali”.

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