Brevetti, il Politecnico di Torino apre alle pmi

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Trenta gruppi di ricerca incontrano 140 imprese, a caccia di innovazione e brevetti a cui dare applicazione concreta. Succede al Politecnico di Torino alla prima edizione del ‘Polito Techshare Day’, vetrina di brevetti, che si propone di mettere in contatto gli inventori e il mondo della ricerca da un lato, con la domanda di innovazione che proviene dalle piccole e medie imprese all’altro. Da “Alfie”, un fotobioreattore a microalghe, che, integrato nelle facciate degli edifici, permette la purificazione delle acque grigie e allo stesso tempo la produzione di energia attraverso la biomassa, fino a “Pigro” un esoscheletro robotizzato in grado di riabilitare gli arti inferiori in pazienti che hanno riportato lesioni al sistema nervoso centrale: sono questi alcuni dei brevetti nati al Politecnico e che verranno presentati ad una selezione di imprenditori. Ogni team di ricercatori ha mezz’ora per illustrare ad ogni imprenditore il proprio lavoro e l’applicazione che ne può derivare, nel corso di incontri one to one, che avvengono in tavoli separati. L’ateneo torinese e Finmeccanica, supportati da Intesa Sanpaolo e con la partecipazione dei Giovani Imprenditori di Confindustria, hanno infatti messo a disposizione delle pmi italiane una selezione di 35 brevetti e tecnologie e le loro competenze, per accelerarne i processi di innovazione e le capacità di competere a livello internazionale. Tra questi 9 brevetti provengono dai laboratori di ricerca e sviluppo di Finmeccanica. “Si tratta di brevetti che non fanno parte del nostro core business, ma sulla scorta di quanto fa Airbus che riversa tecnologia nel sistema automotive tedesco, abbiamo deciso di valorizzarli, visto che l’innovazione è un processo collettivo” ha spiegato Francesco Rogo, Innovazione e Governance Tecnologica di Finmeccanica. “Da sempre siamo impegnati nel trasferimento tecnologico. La ricerca va valorizzata e per questo occorre organizzarsi. Siamo stati nelle università americane e in Israele per studiare le migliori pratiche di trasferimento tecnologico. Abbiamo creato un ufficio all’interno dell’ateneo dedicato al tema” ha detto Marco Gilli, lanciando l’iniziativa.

L’anno scorso il Politecnico di Torino ha depositato quasi 50 brevetti, “vorremmo avere più capacità di trasformarli in occasioni di utilizzo per creare valore sul nostro territorio” ha chiarito il vice rettore Emilio Paolucci. “L’innovazione è il driver su cui deve poggiare la politica industriale del nostro paese. Riunire imprenditori e ricercatori in un ateneo intercetta la necessità di innovazione delle nostre imprese, che spesso investono in ricerca e sviluppo molto più di quanto appare” ha detto il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Marco Gay. Sull’innovazione punta anche Intesa Sanpaolo, che recentemente ha dato vita a Torino ad un Innovation center che tra le altre cose punta “a far da ponte tra aziende che richiedono tecnologie e start up che la offrono” ha spiegato Gabriele Ronco, responsabile Network innovazione di Intesa sanpaolo, precisando che sono già 102 le partnership partite in Italia. Il motivo? “Se crescono le nostre aziende, cresciamo anche noi e in questi anni di crisi le uniche imprese a crescere sono state quelle che hanno innovato” ha concluso Cristina Balbo, direttore Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta di Intesa Sanpaolo.

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