La Resilienza, ciò che non mi uccide mi fortifica!

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Nelle scorse settimane, dopo aver visto il film Revenant – Redivivo, ho deciso di dedicare un capitolo del libro che sto scrivendo ed uno speciale percorso formativo alla Resilienza. Dal latino Resiliens, part. pres. di resilire ‘saltare indietro, rimbalzare’, comp. di re-e salire ‘ risalire, saltare’.
In fisica indica la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. In psicologia, la Resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti (Fonte Wikipedia).revenantIl film, magistralmente interpretato da Leonardo Di Caprio, è basato sull’omonimo romanzo e parzialmente inspirato alla vita del cacciatore di pelli Hugh Glass che nel 1823, durante una spedizione a scopo commerciale nei territori dove nasce il Missouri, fu abbandonato in fin di vita dai suoi compagni. Il film è centrato sulla capacità da parte del protagonista di non mollare mai, nemmeno quando viene abbandonato e sotterrato in fin di vita dai suoi compagni. Il regista messicano, già premio Oscar con Birdman nel 2015 Alejandro González Iñárritu, ha saputo ricreare le condizioni giuste per generare un vero capolavoro, invito tutti voi a vederlo con attenzione.
Due sono le frasi che durante il film mi hanno segnato ed inspirato:
“Quando c’è una tempesta.
E tu sei in piedi di fronte ad un albero.
Se guardi i suoi rami, giureresti che cadrà.
Ma se guardi il tronco, vedrai quanto è stabile”.
I Nativi Americani, altri veri protagonisti del film e del messaggio finale legato alla Resilienza, considerano l’albero come simbolo della vita terrena e della propria identità di popolo. Riflettendo un’ albero può perdere le foglie, i rami più secchi o quelli più deboli ma il tronco, se ha radici ben salde, resiste alla tempeste più violente e male che vada, cadendo lascia intorno a se semi pronti a rinascere per dar vita ad alberi ancora più solidi. I rami e le foglie che ricresceranno saranno più forti di prima perché hanno vissuto un’esperienza importante, resiliente. Il vento e la tempesta rappresentano gli ostacoli, le difficoltà, i momenti bui che naturalmente arrivano per tutti e che vanno superati per rafforzarci e per affrontare al meglio i prossimi eventi. Mi alleno due volte a settimana in palestra, pratico karate e difesa personale. Ho imparato sulla mia pelle che il dolore causato dai primi colpi al corpo mi sono serviti per rendermi più sicuro, più agile e potente nei movimenti di contrattacco. Il dolore mi ha fortificato, spingendomi ad allenarmi di più e a rendere i miei sensi più attenti ai movimenti dell’avversario. La frase: “Ciò che non mi uccide mi fortifica” è sacrosanta!
“Finché avrai ancora un respiro, combatti. Tu respiri. Continua a respirare.”
Ho formato e gestito negli ultimi 25 anni oltre un migliaio di persone e per lavoro tutti i giorni incontro decine di persone che mi chiedono come va? Si sente la crisi? Spesso poi finiscono con il parlarmi dei loro fallimenti che hanno cambiato in peggio la loro vita. Da sempre nella mia famiglia sento parlare di crisi e di sacrifici. I miei nonni e i miei genitori mi hanno cresciuto parlandomi del periodo duro della seconda guerra mondiale, della vera crisi legata alla vera fame. Loro stessi si sono sacrificati tanto per farmi studiare, superando perfino il periodo del terremoto del 1980 che ha distrutto completamente la nostra casa, costruita grazie ad anni di duro lavoro all’estero. Loro come tanti di quell’epoca sono un vero esempio di Resilienza perché hanno passato la prima parte della propria vita a costruirsi una casa e a crescere i propri figli e la seconda a ricostruire ciò che avevano appena finito di costruire, assicurando un futuro anche ai loro nipoti. La nostra facilità di resa tutta moderna in presenza di ostacoli che si frappongono tra noi ed i nostri obiettivi è impressionante e disarmante rispetto alla loro tenacia semplicemente perché non siamo allenati alla lotta, alla battaglia quotidiana o perché non siamo stati abituati e allenati a prevedere gli ostacoli e ad affrontarli. La frase non solo ci dice di non arrenderci mai e di combattere fino all’ultimo respiro ma di prepararci, di allenarci, di formarci, di fare esperienza e di acquisire gli strumenti giusti per combattere e per rafforzare le nostre radici.
Lo studente disse al suo Maestro: “Tu mi insegni a combattere e mi parli di pace, come puoi conciliare le due cose? Il Maestro rispose: E’ meglio essere un guerriero in un giardino che un giardiniere in guerra !
Non fatevi trovare impreparati

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