Sva, continua il “dramma” di 40 lavoratori

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Vertenza Sva, presidio dinanzi Prefettura di Avellino

Non è cambiato nulla, nonostante le promesse. Quelle fatte dalla cooperativa Sva il 22 ottobre scorso nel corso di un tavolo presso la Prefettura di di Avellino. Promesse che avevano lasciato ben sperare i dipendenti della cooperativa che si occupa di logistica all’interno della ditta Capaldo Spa. I lavoratori, una quarantina, sui centotrenta totali, avevano scioperato da giovedì 15 ottobre a sabato 17 lamentando, sostanzialmente, assenza di diritti all’interno del luogo di lavoro. Da allora ad oggi, tutto fermo, promesse non mantenute. ugE questa mattina, dalle in poi – lo sciopero durerà fino alle 22 – i 40 dipendenti sono tornati in piazza, “armati” di striscioni, bandiere e fischietti. Al loro fianco il sindacato Ugl, guidato dal segretario Generale, Costantino Vassiliadis. Il caso, come si ricorderà, è finito anche nelle cronache nazionali, con l’interrogazione parlamentare di Carlo Sibilia, deputato del Movimento Cinque Stelle, anch’egli oggi presente dinanzi la Prefettura. Il 22 ottobre, nel tavolo con il rappresentante di Governo, Carlo Sessa (oltre al sindacato, a cinque delegati dei lavoratori, l’avvocato e il consulente del lavoro della cooperativa Sva di Pontecagnano e un consulente della ditta Capaldo), la cooperativa aveva accettato le richieste dei lavoratori dicendosi immediatamente disponibile a rivedere tutte le voci presenti nella busta paga, dal Tfr alle tredicesime alle ferie. Niente di tutto questo è stato rispettato. ug2“Sono dieci anni che questi lavoratori subiscono trattamenti discriminatori, sono trattati peggio degli schiavi”, afferma Vassiliadis. “La cooperativa continua a non retribuirli in maniera corretta. Nel pomeriggio vengono addirittura mandati a casa, senza motivi oggettivi e senza che sia prevista la retribuzione. La Sva non ha rispettato niente di quanto detto il 22 ottobre scorso. Anzi, negli ultimi periodi questi dipendenti sono stati fatti oggetto anche di minacce di spostamento in altri luoghi di lavoro. E’ necessario ripristinare quanto subito la legalità e facciamo appello anche al committente, la Capaldo, affinché si occupi di più di questi lavoratori che non chiedono altro che giustizia”.

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