Reggia, il direttore: a Caserta tanti lavoratori motivati

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Mauro Felicori

“È un complimento, c’è tanto da fare qui che mi sento obbligato a lavorare molto. Lo richiede la situazione in cui si trova la Reggia, ma anche la comunità casertana che sta riscoprendo l’orgoglio civico. Sento una grande responsabilità”. Lo afferma a Repubblica, Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta accusato da alcuni sindacati di “lavorare troppo”. Sul fatto che resti fino a tardi in ufficio, “non c’è nessun pericolo – spiega – per il monumento. Nessuno fa straordinari perché io resto fino a tardi. La Reggia è vigilata 24 ore su 24, sempre. Questa critica è un apprezzamento, sono fiero di dare tutto me stesso per questo incarico. C’è stata una divisione tra le sigle sindacali, penso e spero che non rappresenti il punto di vista dei lavoratori della Reggia, che mi hanno accolto bene e sono tutti motivati. La stragrande maggioranza dei dipendenti è attaccata al proprio lavoro”. Sul premier Matteo Renzi che dice che la pacchia è finita, Felicori osserva: “I lavoratori sono stati lasciati soli, non sono stati seguiti, negli ultimi tempi il direttore stava a Napoli, e non per sua scelta, ovviamente. Io sono il primo che si sveglia la mattina e l’unico pensiero che ho è la Reggia, e tale resta fino a quando lascia il lavoro. Credo molto nell’esempio. Vedo tante persone motivate, c’è un forte cambiamento”. Intanto Francesco Prudenzano, segretario Generale di Confintesa, di cui la Federazione Intesa Fp fa parte, scrive: “La denuncia, riportata da tutti i media, dei sindacati nei confronti del Direttore del monumento, Mauro Felicori, non è condivisibile ed è contraria ai principi di ragionevolezza e buon senso, anche se per alcuni aspetti ha ragioni fondate”.

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