Ricandidatura e rilancio del polo conciario, ecco Vignola

0
307
Michele Vignola

Il futuro del polo conciario ma anche quello amministrativo di Solofra. Sul primo punto, il sindaco Michele Vignola parla a lungo, e parlerebbe per ore. Sul secondo punto, poco si sbilancia (tra un anno si vota per il rinnovo del consiglio comunale) ma fa intuire che la sua ricandidatura potrebbe essere una strada da perseguire, di comune accordo con il resto della sua squadra. Michele Vignola di una cosa, però, pare sicuro: “Credo che ormai la crisi del polo conciario sia alle spalle, guardo al futuro con ottimismo”, afferma senza mezzi termini. “La bufera – continua – sta passando. Certo, la crisi è stata spaventosa, perché ci siamo trovati difronte ad una crisi mondiale. La pelle è un bene di lusso, era quasi inevitabile che Solofra ne pagasse le conseguenze. Diciamo che il destino era segnato”.

Oggi, sindaco, qual è dunque la situazione?

C’è stato un ridimensionamento delle aziende presenti a Solofra. Sono state diverse le concerie che hanno chiuso i battenti. Ma la spina dorsale resta, abbiamo ancora decine e decine di industrie che lavorano e che puntano, adesso, soprattutto sulla qualità. Siamo indirizzati verso una fascia alta, ormai tutte le principali firme nazionali ed internazionali della moda, da Gucci a Prada, si riforniscono in Italia ed anche a Solofra. La pelle italiana è ancora la prima al mondo. La cosa positiva è che nei poli italiani (Arzignano, Santa Croce sull’Arno e Solofra) c’è una produzione diversificata. Restare in piedi in un contesto difficile è stata una cosa importante, ora dobbiamo proseguire, dobbiamo coltivare maggiormente questo settore cercando di fornire agli imprenditori condizioni più vantaggiose. Oggi le imprese soffrono le pene dell’inferno, dalla depurazione passando alla fiscalità troppo elevata, senza contare una burocrazia davvero penalizzante.

In tal senso cosa fa il Comune?

Abbiamo dato vita allo sportello unico per le attività produttive, uno sportello all’avanguardia che si sta rivelando di grande supporto. L’ambizione, adesso, è quella di fare un’unica autorizzazione ambientale per l’area industriale di Solofra. Sarebbe un importante atto di sburocratizzazione, ci sono le possibilità, stiamo lavorando con altri enti per attuarlo. Inoltre, ho un sogno nel cassetto.

Ci dica, sindaco, qual è?

Mi batto, da quando ero consigliere comunale, per un impianto di depurazione gestito da imprenditori con clausole di salvaguardia, ovviamente, per il pubblico che deve essere comunque presente, un po’ come succede a Santa Croce sull’Arno. Credo che occorra dare managerialità anche al settore della depurazione, la produzione non deve limitarsi soltanto all’impacchettamento di pelli, alla spedizione: la depurazione è una parte della produzione, una parte importante. Anche in questo caso, stiamo avviando un processo che possa portarci al raggiungimento dell’obiettivo.

La dotazione infrastrutturale del territorio a che punto è?

Prosegue a ritmo serrato il processo di installazione della banda larga grazie agli investimenti effettuati dalla Telecom. Prevediamo ulteriori investimenti in questo settore. Attendiamo poi, con molta impazienza, l’allargamento dell’Avellino-Salerno. Logicamente, puntiamo molto sulla linea ferroviaria. Abbiamo chiesto all’Asi che due grandi aree di Solofra cambino destinazione. Sono a ridosso dell’area urbana e possono diventare aree logistiche per i settori del commercio e dei servizi.

Sindaco, perché non si è mai pensato ad una sinergia con gli altri poli conciari?

Guardi, era un punto fondamentale del mio programma amministrativo. L’obiettivo era quello di rilanciare il coordinamento nazionale dei poli conciari, per fare sinergia e massa critica ed anche per intercettare i fondi europei. Con Santa Croce siamo riusciti a trovare un’intesa immediata, con Arzignano no. Al momento, l’obiettivo è stato fallito, ma l’idea resta valida e dovrò riprenderla.

Si potrebbe anche pensare ad un grande evento sul mondo della concia a Solofra…

In passato si organizzava una rassegna dedicata al mondo della pelli, ma è un qualcosa di sempre più complicato. Credo che per arrivare ad una cosa del genere, si debba innanzitutto formare un’unica associazione di conciatori, come si è fatto a Santa Croce.

Perché Solofra non punta sulla diversificazione industriale?

Solofra oggi deve puntare sulla diversificazione, dunque non vuole reggere solo sull’industria conciaria. Prima quest’ipotesi era guadata con sospetto, oggi viene sostenuta anche da chi in passato era scettico ed è diventata opinione comune. Con l’Asi, di cui sono vicepresidente, stiamo lavorando alla previsione di cambi di destinazione e frazionamenti. Spesso, quando possiamo muoverci nel rispetto della legge, senza attendere le indicazioni dell’Asi, abbiamo già effettuato dei cambi di destinazione. Ad esempio, dove c’era un capannone industriale, adesso c’è una mega parafarmacia. I capannoni chiusi sono un costo per gli imprenditori, dunque occorre intervenire. L’area industriale di Solofra è, inoltre, molto appetibile, ci sono arrivate già diverse richieste.

Area vasta: guardate di più a Salerno oppure ad Avellino?

Nel mio programma c’è l’idea di riprendere il distretto industriale di Solofra. In Campania, Solofra è stato il primo distretto riconosciuto. Noi siamo un distretto vero, autoctono, insieme a Montoro e Serino. Va ripresa quell’idea, ovviamente aggiornandola, creando una cabina di regia con sindaci, imprenditori, università, sindacati, Camera di Commercio, associazioni di categoria. L’area verso cui guardo è quella a valle della provincia di Salerno, quindi Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Baronissi, Mercato San Severino, Pellezzano. Per l’area vasta di Avellino si è prima pensato al protocollo d’intesa e poi al contenuto. Non mi sembra un buon presupposto e poi, occorre mettersi insieme sulla base di progetti di qualità, di omogeneità territoriale, di percorsi condivisi. Noi dobbiamo sfruttare tutto il discorso della retro-portualità di Salerno e quello legato ai flussi turistici che in quella città aumentano giorno dopo giorno. Credo che a breve ci sarà un incontro con tutti i soggetti interessati. Ma, con questo, non voglio dire che il discorso con l’Area Vasta di Avellino sia chiuso.

Tra un anno a Solofra si rinnova l’amministrazione comunale. Cosa farà Michele Vignola?

Devo dirle che i primi quattro anni di quest’amministrazione sono passati molto velocemente, abbiamo affrontato una serie di emergenze che, credo, avrebbero buttato giù qualsiasi amministrazione. Il programma amministrativo, dunque, per forza di cose ha subito dei rallentamenti. Abbiamo seminato, ora in quest’ultimo anno mi aspetto di raccogliere i frutti. Quindi, sinceramente, sono molto concentrato su quest’aspetto. Certo, non le posso negare che la voglia di continuare quello che abbiamo iniziato c’è, ma lo valuteremo al momento opportuno, lo valuteremo tutti insieme. Ma sia chiaro che qualsiasi cosa dovessi decidere, lo farò solo nell’interesse di Solofra e dei solofrani.

Print Friendly, PDF & Email