La Resilienza… parola al Karate

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Quanto è importante insegnare ai giovani la base della Resilienza, l’insieme di strumenti indispensabili per stabilizzare ed equilibrare la loro vita presente e futura?
Oggi giorno purtroppo la società ci mette di fronte ad ostacoli sempre più alti e sempre più ardui. E’ indispensabile quindi che i giovani assumano un’ atteggiamento proattivo nei confronti della realtà, siano pronti, reattivi e pian piano crescano, costruendo una sorta di “scorza” , di corazza che permetta loro di assorbire gli urti che la vita gli prospetta. Solo attraverso l’aiuto di noi adulti, in qualità di EDUCATORI in qualsiasi contesto sociale, tutto questo può realizzarsi.

Antonio  Lallo,  da 12 anni Commissario Regionale Ufficiali di gara FIJLKAM Regione Campania, pratica  il karate da  46 anni
Antonio Lallo, da 12 anni Commissario Regionale Ufficiali di gara FIJLKAM Regione Campania, pratica il karate da 46 anni

La maggior parte dei bambini oggi sono in sovrappeso e con un’ autostima bassa, perché?
Dalla mia esperienza posso dirti che purtroppo c’è poca attenzione nei nuclei familiari moderni alla cultura sportiva. Spesso per mancanza di tempo, oppure ahimè, di volontà da parte dei giovani genitori soprattutto, il bambino viene quasi abbandonato a se stesso. Viene accontentato magari regalandogli un videogioco per passare il tempo, oppure piazzato davanti alla TV, non dando la dovuta importanza a quella che può essere l’attività fisica (che non è il giocare a calcio sotto il portone!!!). Parlo di qualsiasi attività sportiva che possa in qualche modo far crescere il carattere e l’autostima del bambino, per prepararlo ad affrontare la vita. Il tutto abbinato ad un’alimentazione poco corretta e rispettosa dell’età del bambino.
Quanto il Karate incide nella loro crescita e vita quotidiana, sia a livello fisico che mentale?
Il Karate-DO (la “via della mano vuota”), lo dice stesso il termine, per me non può essere definito uno sport vero e proprio ma un percorso di vita, di crescita dell’individuo a tutte le età, di maturità sia spirituale che fisica. A mio avviso, utilissimo ed indicatissimo per una crescita equilibrata di tutti, dalla tenera età fino alla maturità. Non è mai troppo tardi per intraprendere questa “strada”…
Quanto è importante imparare a confrontarsi combattendo e a saper assorbire e reagire al dolore fisico per rafforzare le difese fisiche e mentali?
Il confronto è importantissimo, prima di tutto con se stessi e poi con il proprio avversario. Io penso che prima di tutto bisognerebbe imparare a conoscersi, comprendere quelli che sono i propri limiti e imparare ogni giorno a combattere per superarli. Fatto questo, il confronto dovrebbe passare con un avversario reale, dove è necessario studiare chi ci sta di fronte, comprenderne le reazioni ai nostri stimoli, capire quali sono i suoi punti di forza e debolezza per poi riuscire a costruire un’interazione col prossimo, uno scambio che nel caso del karate si materializza nel momento del confronto sul tatami (durante l’allenamento o in gara) e nella vita reale negli momenti che ci propone la quotidianità.
Abituare i bambini alla disciplina sia mentale che fisica quali miglioramenti genera nella loro crescita?
Penso che oggi giorno sia fondamentale fornire un INQUADRAMENTO MENTALE nei bambini, abituarli all’applicazione delle REGOLE, far capire loro che è necessario un RISPETTO della propria persona (Ad es. attraverso una corretta alimentazione), far comprendere fin da piccoli che è importante avere un’organizzazione mentale dei tempi e dello spazio; credo che solo così potremo fare un passo avanti nel migliorare i rapporti con noi stessi e con il nostro prossimo.
Quanto è importante nella vita di ognuno di noi essere competenti e preparati agli eventi inaspettati?
Io direi innanzitutto che nella vita di ogni giorno bisogna prima essere “UOMINI” e poi avere le giuste conoscenze e competenze da applicare nei diversi ambiti quotidiani in cui ci approcciamo. In primis però bisogna avere il giusto approccio a ciò che la vita vi propina, essendo reattivi agli stimoli a cui veniamo sottoposti, attivandoci però correttamente in modo da non scatenare reazioni contrarie e deleterie. Riportandomi al karate, solo ripetendo tante volte lo stesso gesto riuscirò a perfezionarlo ed automatizzarlo in modo da renderlo istintivo.

Tu sei anche arbitro nazionale, quanto la mancanza di equilibrio emozionale incide sull’esito di una gara?
Il ruolo dell’arbitro è difficilissimo. Se correttamente individuato, deve essere innanzitutto visto come EDUCATORE degli atleti che si presentano in una competizione. Siamo umani, è vero, pertanto è concesso l’errore da parte dell’ufficiale di gara ma è fondamentale avere un approccio asettico , imparziale e deciso nei confronti di una competizione. Lo stress che avverti sul tappeto durante una gara è tantissimo e ci vuole solo un attimo per farti sopraffare dall’emozione e sbagliare in una decisione. Questo però non deve accadere e l’unico modo per evitarlo è quello di allenarti, di vivere quotidianamente sul tatami, di sentire dentro di te il combattimento/confronto e viverlo insieme agli atleti durante la gara. Solo così potrai diventare un tutt’uno con loro, potrai abbattere la percentuale di errore e potrai domare la componente emozionale che inevitabilmente entra in gioco.
La vita è una battaglia continua tutta da vivere fino in fondo, concordi?
Come anticipavo in una precedente domanda la vita oggi giorno è diventata dura a causa purtroppo di numerosi e continui stimoli negativi che ci vengono proposti … e allora cosa fare per reagire? ALLENARSI ALLA VITA! Posso assicurarti che lo sport (e perdonami la presunzione il ns. sport: il KARATE) è un ottimo momento di allenamento.
Cosa rappresenta per te l’eccellenza?
Userò un termine che subito mi viene in mente: PERFEZIONE. E’ impossibile essere perfetti ma perfettibili e migliorabili si. Per puntare alla perfezione c’è solo una strada: l’allenamento.
Il duro allenamento ed il ripetere costantemente gli esercizi aiuta a raggiungere il giusto equilibrio e livello di eccellenza?
Mi hai anticipato caro Francesco, hai perfettamente ragione quando dici che solo attraverso il sudore della fronte dovuto dal lavoro in allenamento si potrà raggiungere l’eccellenza e il giusto equilibrio.
E’ proprio questo il consiglio e l’augurio che voglio fare a tutti i giovani: rimboccatevi le maniche, nella vita, nello sport e in qualsiasi ambito, lavorate sodo, allenatevi alla vita, solo così potrete un giorno diventare dei modelli e degli esempi per chi vi sta accanto e per chi vi guarda e vi apprezza.

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