Premi di produttività: più soldi per i lavoratori

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Firmato dal ministro del Lavoro il decreto attuativo della legge di Stabilità che rende operativa la tassazione agevolata al 10 per cento sui premi di produttività fino a 2.500 euro. Ora manca solo la firma del ministro dell’Economia per varare il nuovo meccanismo. La legge di Stabilità introduce un premio di produttività fino a 2.000 euro con una tassazione agevolata del 10%. Con il vecchio regime, che adesso andrà in pensione, per le aziende mettere 2.000 euro lordi l’anno in più nelle tasche dei dipendenti costava 560 euro (sotto forma di contributi previdenziali). Inoltre, è bene sottolinearlo, su quei 2.000 euro il lavoratore avrebbe dovuto pagare l’Irpef(con aliquote del 23% fino a 15 mila euro, del 27% dal 15 a 28 mila euro e del 38% da 28 fino a 55 mila euro). Con il nuovo meccanismo lo Stato si accontenterà del 10% di tasse. Per fare un raffronto con la «vecchia» tassazione un premio di 2.000 euro si riduceva a 1.288 euro nelle tasche del lavoratore. Con la nuova tassazione gli euro in busta paga diventano 1.635. Da notare, inoltre, che il premio di produttività può andare solo ai lavoratori che guadagnano meno di 50 mila euro lordi l’anno. Per agevolare la contrattazione di produttività la Stabilità ha preventivato 433 milioni di euro di minori entrate per il 2016, 589 per il 2017 e 584 per il 2018. Sono anche state definite le modalità con cui sarà data attuazione a queste disposizioni. I contratti azienda-sindacato «dovranno prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività attraverso indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati». La norma impone anche una sorta di «schedatura» del contratto di produttività. Andrà indicato a quale parametro è agganciato il pagamento del bonus. Il testo elenca 20 parametri possibili: dal volume della produzione rispetto ai dipendenti al fatturato per dipendente, dal margine operativo lordo agli indici di soddisfazione del cliente, alle modifiche dell’organizzazione del lavoro, alla riduzione dei tempi di sviluppo di nuovi prodotti. Da sottolineare che l’ammontare detassato può salire da 2.000 a 2.500 euro purché i contratti «prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro da realizzarsi attraverso gruppi di lavoro nei quali operino responsabili aziendali e lavoratori».

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